Sicurezza
Dopo ventidue anni Monika arredamenti dice addio ad Aulla
Il negozio di interior design si è trasferito a Pontremoli La titolare: nell’ultimo anno calo vertiginoso delle vendite
AULLA. Era la capitale commerciale della Lunigiana. Era. E non un secolo fa, solo pochi anni fa. Per chi ad Aulla c'è nato e cresciuto non è facile fare i conti con la nuova realtà, fatta di degrado imperante, buche nelle strade più somiglianti a crateri e rifiuti gettati alla rinfusa ovunque, spesso dalle auto in corsa, con i sacchi neri abbandonati che stanno diventando il nuovo biglietto da visita. Ma c'è un fatto degli ultimi giorni che fa capire perfettamente l'agonia, non più tanto lenta, che sta trascinando a fondo Aulla: la chiusura, dopo 22 anni, del negozio di arredamento per la casa e di interior design Monika, che era da 3 anni su via Resistenza, quella che doveva diventare la via regina dello shopping ad Aulla, ma che inizia a popolarsi anch'essa di fondi tristemente sfitti. Perché se è vero che sono ormai anni che il centro storico aullese è costellato dai cartelli "affittasi" e "vendesi", che fanno capolino da diverse vetrine, è altrettanto vero che questi si stanno diffondendo anche al di fuori del centro storico aullese, testimoniando una crisi del commercio che pare inarrestabile, soprattutto dopo la distruttiva e mortale alluvione del 25 ottobre 2011. E tornando alla chiusura di Monika, la cosa che stupisce maggiormente è che l'attività commerciale in questione ha chiuso i battenti ad Aulla per trasferirsi a Pontremoli. Un segno dei tempi che la dice sicuramente lunga sul declino della città dei due fiumi. «Sono grata ad Aulla e a quello che mi ha dato in questi 22 anni, ma, purtroppo, col calo drastico delle vendite, in particolare nell'ultimo anno, non era più possibile resistere» dichiara Monica Bonini, la quale ha riaperto la propria attività a Pontremoli, sul ponte Cesare Battisti, due giorni fa. In una città che ha sicuramente più attrattiva di Aulla a livello di decoro urbano e in cui gli affitti dei fondi commerciali costano meno. «Se a ciò si aggiunge che, ad Aulla, mancano eventi degni di questo nome, in grado di attirare gente, ben si comprende la drammaticità della situazione vissuta da tanti commercianti pieni di buona volontà come me, i quali magari dovevano fare i conti con una via Resistenza nemmeno piena al sabato pomeriggio» aggiunge Monica Bonini. In conclusione, sulla difficile situazione del centro storico aullese, una riflessione finale è d'obbligo:non va dimenticato che le pur legittime recriminazioni dei commercianti (tanti del centro storico aullese, ad esempio, chiedono la riapertura di questo al traffico delle automobili) si devono scontrare con la dura realtà di un panorama in rapida evoluzione nel settore del commercio, con il successo inaspettato del centro commerciale Le Terrazze a La Spezia e il boom degli acquisti online. Un tema, quello del declino commerciale di Aulla, che sarà sicuramente rovente nella imminente campagna elettorale per l'elezione del nuovo sindaco.
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