Il Tirreno

Bilanci in positivo, ma non per i piccoli

di Alfredo Faetti
Bilanci in positivo, ma non per i piccoli

Aumento generale di ricavi e utili per le società di capitali apuane. Arranca la microimpresa (-5,5), difficoltà con il credito

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CARRARA. Bene le piccole imprese, in alcuni casi benissimo quelle grandi; male le microimprese, ancora lontane da una ripresa e ai margini nell'erogazione del credito. C’è un boom nell’agricoltura, anche se a il settore trascinante rimane l'escavazione e la lavorazione del marmo, mentre l’unico in perdita sembrano essere i servizi di mercato. È la fotografia delle aziende in provincia scattata dall’undicesimo rapporto sui Bilanci delle Società delle società di capitali relativo al 2015, elaborato dall’Istituto Studi e Ricerche (Isr) della Camera di Commercio di Massa-Carrara. Un rapporto che, al di là delle differenti situazioni, sembra dare un segnale d’ottimismo: i fatturati delle società apuane sono in crescita. La generalità delle imprese, infatti, ha prodotto un utile pari al 3,3 per cento dei rispettivi ricavi, un terzo in più paragonato al biennio precedente. «I dati lasciano ben sperare, anche se appaiono in contrasto con quelli della disoccupazione che nel 2016 nella nostra provincia è aumentata» commenta Dino Sodini, presidente della Camera di Commercio di Massa-Carrara.

Leggiamoli dunque questi dati. L’aumento dei ricavi, rispetto all'anno precedente, è in doppia cifra sia per le grandi medie imprese sia per le piccole: più 11,4 per cento le prime, più 11,2 le seconde. Percentuali che portano a segni più anche alla voce utili: 6,2 per cento per le medio imprese, 2,5 per le piccole. In questo contesto, si riduce la forbice tra le due realtà imprenditoriali. «Più le imprese sono grandi e strutturate e più riescono a produrre utili e ad avere indicatori di patrimonializzazione migliori» spiega Vincenzo Tongiani, presidente Isr. Ma il profumo d’ottimismo fa ben presto a sparire quando l’argomento arriva alle micro imprese, quelle insomma con meno di dieci dipendenti. Queste sì presentano segni di ripresa, ma continuano a far fatica a prendere quota nel mercato: il dato circa il loro fatturato nel 2015 infatti è di meno 5,5, con un calo di utili dello 0,2 per cento. «Il fatturato delle micro imprese non cessa di scendere - analizza Tongiani - ma notiamo anche una ritrovata vitalità. I piccoli imprenditori stanno tornando a scommettere sulle proprie imprese consolidando la struttura con mezzi propri». La difficoltà del micro viene rispecchiata bene anche nei dati legati all'erogazione del credito a livello provinciale, pubblicati nel rapporto intermedio del 2016, sempre dell'Isr, dove si legge chiaramente che se in Toscana la concessione del credito è salito al più 0,8 per cento, a Massa Carrara è fermo allo 0,1 per cento. Una differenza che ritroviamo in tutti i settori, in maniera più o meno marcata: dal 31,8 per cento di credito in meno concesso alle assicurazioni al rialzo dell’1,3 per cento di quello concesso alle famiglie (distante comunque alcune percentuali dal dato regionale). «La storica delicatezza delle piccole imprese si scontra con un mercato che invece richiede solidità, anche finanziaria, e capacità di investire per stare al passo con i tempi» continua il presidente Isr.

Tornando ai bilanci, vediamo che l'aumento sostanziale riguarda un po' tutti i settori. L'escavazione e la lavorazione del marmo continua ad avere il primato producendo utili sette volte maggiori rispetto alla media delle imprese del territorio: per le imprese dell'escavazione gli utili sono il 13 per cento dei rispettivi ricavi, per la lavorazione dell'8 per cento. Le migliori performance del fatturato arrivano dall'agricoltura (più 43 per cento) e dai servizi non di mercato (11,4 per cento). L'unico settore che denuncia una contrazione dell'utile (meno 5,4 per cento) è quello dei servizi di mercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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