La manifestazione
Un’altra giornata di attese infinite
Cento persone in fila per riuscire a prenotare una visita Ma l’Asl annuncia: «Problemi risolti, ora smaltiamo i ritardi»
MASSA. In via Bassa Tambura, già dalla mattina, il copione sembra quello di mercoledì. Il biglietto per la coda segna il numero 229, allo sportello stanno servendo il 134. «Non è possibile, ancora...» dice sconsolata una signora, che già mercoledì ha dovuto fare i conti con lunghissime code. Andrà un po’ meglio nel pomeriggio, quando l’attesa comunque non scenderà sotto i sessanta minuti. «Se questa è la novità siamo arrivati» sospira qualcuno.
Eppure l’Asl, intorno alle 18.30 di ieri, tira un sospiro di sollievo: dopo quattro giorni di caos, l’andamento ha registrato un segno positivo. A quell’ora infatti gli sportelli Cup della provincia avevano dato risposta al 102,61 per cento delle richieste: dato questo che emerge dal confronto con il giovedì precedente. Significa che stiamo recuperando il terreno che abbiamo perso» dice sollevato Enrico Raggi, l’uomo nominato responsabile di tutti i Cup dell’area vasta Nord Ovest e che sta seguendo costantemente l’attivazione del nuovo software. All’Asl nessuno vuole sbilanciarsi, visti i giorni appena trascorsi, ma se il trend continuerà ad essere costante (ossia in crescita) in un paio di giorni l’accumulo di utenti ancora da servire potrà essere smaltito.
In contrapposizione allo scetticismo e alla furia degli utenti, costretti anche ieri a lunghe code, c’è adesso l’ottimismo dell’Asl. Ma i giorni appena trascorsi, fatti di attese infinite, ritardi e mancati servizi, non possono essere cancellati con un colpa di spugna o con un semplice «ci scusiamo per il disagio». C’è la necessità di capire cosa è accaduto e perché. Di tutto questo risponde Raggi. «I problemi peggiori sono ormai risolti - spiega - Problemi legati in special modo alla risposta del nuovo server, che spesso si è rifiutato di rispondere». Il motivo è strettamente tecnico: la questione è legata all’accesso smart card (ossia il chip) dalla tessera sanitaria, che spesso è stato rifiutato dal sistema, annullando operazioni già iniziate. «Mercoledì sera i tecnici hanno scoperto questo intoppo e lo hanno risolto, infatti già oggi (ieri ndr) il software è andato molto meglio». Anche gli operatori hanno iniziato a prendere la mano con la novità. «A loro vanno i ringraziamenti di tutti, anche della Regione, perché hanno lavorato come matti» dice Raggi.
Intoppi di un rodaggio molto complicato, ma che non pone dubbi sull’affidabilità dello strumento scelto, che porterà - ha spiegato più volte l’Asl - a un miglioramento del servizio e in particolar modo all’accesso del cittadino, che potrà prenotare una visita o pagare un ticket da qualsiasi parte dell’area vasta in modo più agile e veloce. Il software è ideato dalla stessa società che ha gestito fino ad oggi il Cup, la Engineering, impegnata tuttora al controllo dell’aggiornamento in corso. La stessa società che gestisce i server di quattro aziende su sette dell’area vasta Nord Ovest. Ed è proprio questo il motivo per cui la Regione Toscana ha deciso di iniziare da qui per il cambiamento. Ed ecco un’altra questione aperta in questi giorni caotici: perché è stato deciso di partire proprio da Massa?
Raggi non risponde, mentre sindacati e utenti, lamentandosi delle prestazioni, hanno parlato di «ultima provincia dell’impero», ma quella che emerge dagli ambienti sanitari è un’altra versione: i centri Cup di Massa sono i più efficienti della zona. Per questo, la Regione ha voluto fare il primo test qui, in modo da trovare nel minor tempo possibile le soluzioni ai problemi.
Lo dimostra anche la presenza dei responsabili dei Cup di Viareggio e Lucca alle operazioni, dato che saranno i prossimi a far fronte alla novità (dal 1 aprile), seguiti poi da Livorno e infine da Pisa. Dopodiché, il server arriverà nell’area vasta Sud Est e infine in quella Centro.
Ma agli utenti massesi e carraresi interessa l’oggi e i problemi con cui devono ancora fare i conti. Anche se sembra che alcuni spiragli di miglioramento stiano arrivando. Dopo il disastro di lunedì, con gli sportelli capaci di dare risposta solo al 32 per cento rispetto a sette giorni prima, da martedì il trend ha iniziato a crescere: martedì è salito al 65 per cento, mercoledì all’82 per cento e ieri sera ha superato la quota del cento per cento, arrivando finalmente in positivo. «Il peggio ormai alle spalle - conclude Raggi - Potranno esserci ancora delle ricadute ma sono delle sciocchezze. Continueremo a vigilare, ma ormai abbiamo imboccato la strada giusta». Gli utenti se lo augurano davvero dopo tanto caos.
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