Attenzione
Scopre che il debito è triplicato Insulti e minacce a Equitalia
Un uomo è entrato ieri mattina nella sede di via Massa Avenza e ha cominciato a inveire con tutti Non c’è stata nessuna aggressione, la polizia lo ha denunciato per interruzione di pubblico esercizio
MASSA. Non ci ha visto più. Ha letto la cartella e ha scoperto che il suo debito era lievitato. Triplicato addirittura, dalla cifra iniziale di 3000 euro. E si è recato nell’agenzia di Equitalia di via Massa Avenza per sapere le ragioni. Ma il suo comportamento non è stato irreprensibile e dalla richiesta di spiegazioni la rabbia ha spostato il barometro velocemente su insulti e minacce. Tanto che alla fine è dovuta intervenire la polizia.
Si è presentato di mattina presto nella sede locale della società incaricata della riscosssione dei tributi. Non una delle società più amate in circolazione. Qualche giorno prima nella casella della posta gli era arrivata una lettera, che aspettava, sulla situazione del suo debito. Sapeva di dovere 3000 euro e che avrebbe dovuto trovare una soluzione. Ma aprendola e leggendo l’importo la sorpresa è stata di quelle sgradevoli.
La cifra scritta in fondo alla lettere non corrispondeva più all’entità del debito che l’uomo sapeva di avere accumulato, ma era gonfiata considerevolmente. Troppo per chi già era in crisi per ripagare quanto dovuto.
Al mattino, quando è entrato nella sala di attesa illuminata dai neon bianchi e con le poltroncine geometricamente allineate non dava nell’occhio. Un signore distinto, evidentemente di origini magrebine. Ben vestito e dal portamento sereno. Ma sotto quella calma apparente covava la rabbia per quella che viveva come un’ingiustizia. Preso il biglietto con il numero per l’attesa si è seduto, aspettando il proprio turno.
Ha cominciato ad agitarsi pian piano, fino al momento in cui l’hanno chiamato. La sua cartella la faceva vedere a chi aspettava con lui. Ma nessuno si aspettava che si sarebbe arrabbiato oltre il limite.
Quando ha cominciato a illustrare la sua situazione a uno dei dipendenti è andato in escandescenza. «Un’ingiustizia», ha urlato. E poi, per dieci minuti, la lampadina si è spenta.
Ha cominciato a minacciare in maniera confusa, senza in effetti aggredire nessuno. Quello sproposito scritto sulla lettera non riusciva proprio a capire da cosa derivasse. Ha minacciato di farsi del male, di tagliarsi un braccio. Ma non ha fatto nulla e ha continuato a sbraitare.
Qalcuno però dentro la sede di Equitalia si è impaurito e ha chiamato la polizia. L’uomo intanto cominciava a sbollire l’arrabbiatura e aveva deciso di andare via.
Gli agenti delle volanti sono però intervenuti e lo hanno rintracciato e fermato. Non c’è stata alcuna colluttazione e dunque l’uomo non è stato arrestato. Per lui però è scattata la denuncia per interruzione di pubblico esercizio. Quei dieci minuti di rabbia gli sono costati qualcosa.
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