Il dolore
Per gli argini servono più di 18,5 milioni
Nella relazione dello Studio Gpa tutte le criticità sulle sponde del torrente, tra sopralzi, micropali e difformità progettuali
CARRARA. Mentre l'amministrazione provinciale ricorre alle vie legali contro i soggetti coinvolti nella costruzione di alcuni tratti di argine del Carrione, ipotizzando inadeguatezze strutturali progettuali, difformità dell'eseguito rispetto al progetto e inadeguatezze dell'eseguito, tutte le criticità delle sponde del torrente cittadino sono elencate nero su bianco nella relazione dello Studio Gpa allegata al Masterplan di interventi messo a punto la scorsa estate dalla Regione Toscana.
Come anticipato dal nostrogiornale, lo studio legale Firomini-Martini, su incarico dell'amministrazione provinciale, ha provveduto alla richiesta di risarcimento danni in sede civile con la predisposizione di tre distinti atti di citazione per i lotti dal I al III compresi e per il lotto XI mentre per altri quattro lotti (IX, X, XII e VII) la querelle resta alle contestazioni stragiudiziali.
La relazione dello Studio Gpa.
Per capire quali siano le criticità che i tecnici hanno individuato in queste zone basta consultare l' "Analisi strutturale dei manufatti di contenimento laterale e trasversali. Valutazione dello stato attuale e proposte di intervento" redatto dallo Studio Gpa a seguito di una serie di sopralluoghi e carotaggi condotti su tutta l'asta del torrente dopo il crollo della sponda di via Argine Destro, a novembre 2014, corrispondente al famoso lotto V.
I lotti nel tratto focivo. Iniziamo dai tratti di argine su cui l'amministrazione è ricorsa alle vie legali, ovvero i numeri I-II-II corrispondenti al tratto più a mare del torrente: le sponde qui sono costituitee da muri in cemento armato fondate su micropali. «Le criticità riscontrate - si legge nella relazione - derivano soprattutto dalla difformità di geometria o disposizione dell'armatura tra opera realizzata e progetto e dall'utilizzo inappropriato delle aree lato terrapieno». Per rimediare, secondo lo studio Gpa, sono necessarie «indagini propedeutiche alla verifica strutturale» e poi «interventi di rinforzo specifici» con il ricorso a un «contrafforte in cemento armato inghisato al muro esistente».
Il lotto XI a Nazzano. Diversi i problemi del lotto XI, situato a Nazzano tra il ponte di via Brigate Partigiane ed il ponte di via Piave: qui le criticità sono costituite dal ricorso al cemento armato e dalla fondazione su micropali che richiedono nuove indagini, con saggi mirati su muro e fondazioni e studio della geometria della struttura, ma anche la rilevazione sulla effettiva presenza dei micropali e l'imposizione di limiti al sovraccarico del terrapieno a tergo del muro.
Gli altri lotti di Nazzano. Più articolata la situazione dei quattro lotti contestati in sede stragiudiziale. Partiamo dal tratto di Carrione compreso tra il Ponte sull'Aurelia alla località Fiorino, corrispondente al lotto IX: secondo Gpa qui la sponda è costituita da berlinesi su micropali, strutture di recente realizzazione che hanno la funzione di opera arginale o di protezione alle strutture spondali realizzate in precedenti. «La maggiore criticità riscontrata riguarda il fatto che le opere sono ancora in corso di completamento e in attesa di collaudo statico» si legge nell'analisi, che prevede come intervento la chiusura strutturale dei varchi aperti in sostituzione dei geoblocchi presenti. Scendendo verso valle, incontriamo il lotto X, tra la località Fiorino e via Brigate Partigiane: qui gli argini sono fatti di muri in cemento armato, a tratti fondati su micropali, e richiedono nuovi controlli, limitazioni al sovraccarico del terrapieno e in alcune zone rinforzi strutturali alla base del muro. In corrispondenza del lotto tra il ponte di via Piave e quello di via Marconi, il numero XII, sempre a Nazzano, le sponde sono in cemento armato e da progetto risulta che anche il sopralzo sia stato realizzato con lo stesso materiale: «Il sopralzo viene usato per difendere una sponda già esistente o aumentare il volume di acqua contenibile - si legge nella relazione - La tecnica è molto diffusa nel bacino del Carrione e le criticità sono legate alla inadeguatezza dell'ancoraggio tra sopralzo e muro, dalla non perfetta conoscenza della geometria del muro di base, dalla carenza dei materiali del muro a gravità di base». L'ultimo lotto contestato in sede stragiudiziale è quello situato tra il ponte della ferrovia e quello di via Giovan Pietro ad Avenza, corrispondente al lotto VIII che però non compare sulla "mappa" degli interventi strutturali allegata alla relazione dello studio Gpa. A conclusione delle valutazioni dei tecnici dello studio sulle opere "arginali", è riportata un'ipotesi di stima dei costi di adeguamento, che oscillano per tutta l'asta del torrente tra i 18.900.000 e i 24.500.000 euro.
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