Il Tirreno

Licciana, si profila il duello fra Barbieri e Pier Luigi Belli

di Fabrizio Palagi
Licciana, si profila il duello fra Barbieri e Pier Luigi Belli

Il sindaco uscente Enzo Manenti non si ricandida Non ufficiali le decisioni di centrosinistra e centrodestra

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LICCIANA NARDI. Il prossimo giugno i 4351 cittadini aventi diritto al voto saranno chiamati a eleggere il successore del sindaco Enzo Manenti (61 anni, esponente Pd), giunto a fine del suo terzo mandato, dopo i due consecutivi dal 1999 al 2009. Manenti ha infatti deciso di non ricandidarsi, lasciando quindi la porta aperta per l'arrivo di un volto nuovo alla guida di un Comune che annovera 4927 abitanti. Il sindaco uscente, dopo 15 anni da primo cittadino (inframmezzati dai circa tre in cui era in carica Albino Fontana, prematuramente scomparso nell'ottobre del 2011) e dieci come assessore nelle giunte rette da Sauro Chiappini (1989-99) è certo un amministratore di lungo corso, buon conoscitore delle realtà e dei problemi di un territorio frazionato come quello liccianese. Esperto conoscitore di tutto ciò dovrà essere anche colui che prenderà il posto di Manenti, per i liccianesi da scegliere, verosimilmente, tra i due possibili candidati che, per ora, si delineano all'orizzonte, vale a dire Maurizio Barbieri e Pier Luigi Belli. Il primo (socialista, 60enne funzionario dell'Asl) è attualmente il vice di Manenti dopo essere stato assessore nella giunta di Albino Fontana, mentre il secondo (60 anni, consulente finanziario) è stato candidato sindaco cinque anni fa nella lista "Amiamo Licciana" sostenuta dal centrodestra, poi battuta di misura da quella di Manenti. Si profila dunque una sfida tra due esponenti di spicco della politica lunigianese, anche se Belli tiene a precisare che una eventuale candidatura sarebbe più una scelta sua personale che non indicazione di partito. «Ho iniziato a occuparmi di politica appunto prima delle elezioni di cinque anni fa - dice Belli - solo perché intendo dare una mano al paese per imprimere una svolta dopo 28 anni di egemonia del centrosinistra. Mi ritengo soddisfatto del risultato allora conseguito dato che, perdendo di misura, ho dato filo da torcere a Manenti. Al momento non ho ancora deciso se ripresentarmi in lizza, dato che intendo prima conoscere l'entità della squadra che mi potrebbe essere affiancata». Come dire «sono disponibile, ma a determinate condizioni».

Una situazione con la quale sarà di certo alle prese Matteo Mastrini, coordinatore provinciale di Forza Italia, nonchè giovane sindaco di Tresana che, assieme Jacopo Ferri, vice coordinatore regionale di Fi, dovrà venirne a capo entro poche settimane. «Il compito di definire il tutto spetta in primis a Mastrini - dice Ferri - e di certo verrà fatta la scelta migliore».

C'è poi Renzo Martelloni, ex coordinatore di Fi in Lunigiana e attuale consigliere comunale d'opposizione a Licciana (assieme a Belli), il quale potrebbe scendere in campo se Belli dovesse ripensarci. Tanti "se" e "possibilità", dunque, come si conviene in tutte le competizioni politiche. Questo per quanto riguarda la possibile lista antagonista del centrosinistra, sempre tenendo conto di cosa decideranno fare le altre componenti del centrodestra lunigianese. E a proposito del centrosinistra, prende sempre più corpo la candidatura di Maurizio Barbieri, già designato dal Psi e che non sarebbe sgradito al Pd anche se quest'ultmo partito deve ancora ufficialmente esprimersi. «Ci sono da definire soltanto alcuni passaggi - dice sinteticamente Barbieri - ma credo che la mia candidatura sia ormai possibile».

E infatti, anche se conferme ufficiali ancora non sono state date, sembra che il centrosinistra abbia già deciso chi schierare. Perciò, pur essendo ancora lontani i termini di scadenza per la presentazione dei candidati, sulle sponde del Taverone si avverte già fermento, vista la partita che si sta per giocare, considerando infine che cinque anni fa la allora sfida Manenti-Belli si concluse con poche decine di voti di differenza a favore dell'esponente del centrosinistra: 1500 voti per Manenti contro i 1365 del centrodestra. Come dire, solo 68 elettori fecero la differenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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