Il Tirreno

I sindacati chiedono un incontro

I sindacati chiedono un incontro

Diversi i punti da sottoporre all’azienda, dalla formazione agli straordinari

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MASSA. I sindacati guardano con una certa diffidenza la novità appena approdata nei centri Cup. Non tanto per il software in sé, quanto piuttosto per come è stato introdotto e come il cambiamento è stato gestito dall’Asl. Proprio per questo, è stato richiesto un tavolo di confronto con l’azienda. «Chiarisca perché questo comporta disservizi e code anche di tre o quattro ore che non possono essere imputate al personale delle cooperative che diventano “capro espiatorio” del nervosismo dell’utenza» dice la Fp Cisl. Enzo Mastorci, segretario Cisl - Fo si chiede anche il perché «le cooperative non abbiano provveduto a una opportuna formazione del personale. Non sarebbe stato più opportuno un passaggio per gradi al nuovo programma in modo da poter affrontare le prestazioni urgenti? L’Asl avrebbe potuto informare su prevedibili disagi».

A tutte le varie sigle sindacali coinvolte, infatti, risulta che la formazioni sia consistita in un corso di quattro ore, tra l’altro su un sistema che non è lo stesso adesso in funzione, ma su uno soltanto simile.

«Questo è inaccettabile» dice Claudio Salvadori della Uil. «C’è stata una pessima organizzazione: queste sono operazioni da fare con cura, visto anche che si tratta di un programma complesso - dice - Senza contare che ci sono arrivate delle segnalazioni molto preoccupanti: ad esempio degli anziani arrivati al Cup per l’esenzione che si sono ritrovati invece a dover pagare il ticket. Questo è anche un danno morale, che non deve ripetersi assolutamente».

Salvadori però prende la palla al balzo dai giorni di disagi al Cup per rilanciare il piano diagnostico terapeutico assistenziale, già partorito da medicina. Cogliamo l’occasione per far partire questo piano, che è importante possa funzionare al meglio - dice il sindacalista - Servirà per decongestionare le liste d’attesa e dare il via a percorsi alternativi nel campo dell’assistenza sanitaria».

In cosa consiste questo piano? Prevede che i malati cronici vengano presi in carico da medicina e dalle case della salute, senza che uesti debbano rivolgersi al Cup per le loro cure. Un cardipatico, per fare un esempio pratico, non dovrà andare al centro per tutti i controlli che deve fare, ma potrà affidarsi direttamente al piano - spiega Salvadori - Dopo quel che è successo, l’azienda deve prendere la situazione in mano, cogliendo l’opportunità per fare partire percorsi alternativi, altrimenti gli utenti si affideranno sempre di più al privato».

Altra questione sollevata dalle sigle sono gli straordinari per gli operatori da giorni inchiodati agli sportelli Cup: ma su questo l’Asl garantisce che le ore in più saranno regolarmente retribuite. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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