Il Tirreno

I primi 60 anni del Bancarellino ma non li dimostra

di Riccardo Sordi

Pontremoli, stamani al teatro della Rosa il convegno sul Premio dedicato alla letteratura per ragazzi

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PONTREMOLI. La Fondazione Città del Libro, in collaborazione con l'Istituto Comprensivo "Ferrari", organizza per questa mattina, venerdì alle ore 10 nel Teatro della Rosa a Pontremoli il convegno "Premio Bancarellino: 60 anni di storia".

Interverranno Lucia Baracchini, Giuseppe Benelli, Cosimo Maria Ferri, un editor della casa editrice Giunti e alcuni giurati delle varie edizioni del Premio Bancarellino. Un incontro in cui si proverà a tracciare un po' la storia di questo Premio, il primo nato dalla costola del Bancarella "maggiore" giusto 60 anni fa, e precisamente il 17 agosto 1957 durante la Prima Giornata dei ragazzi nella Città dei Librai, in occasione del Bancarella di quell'anno. La Giornata fu animata da un incontro nazionale degli illustratori del libro e del periodico per ragazzi e in una mostra dell'illustrazione sullo stesso tema. Durante quella manifestazione Renzo Tolozzi, a nome dell'Unione Librai Pontremolesi, annunciò la nascita di un Premio Bancarella per Ragazzi, destinato a segnalare, nell'estate del 1958, il miglior libro di letteratura giovanile che sarebbe stato pubblicato in quello stesso 1957. La prima edizione del Premio si basò su una scelta effettuata dai ragazzi di tutta Italia, attraverso un referendum a mezzo di cartoline postali. Il primo premiato fu il romanzo "L'uomo e la nave" di Dino Salvatore Berreta e Roberto Costa. Ma subito dopo, nel 1959, si passò alla denominazione di Premio Bancarellino e alla scelta del vincitore in una rosa di finalisti, scelta da effettuarsi al termine di una discussione pubblica tra i membri della giuria, formata da ragazzi di scuola media provenienti da ogni parte del Paese. Da allora il Bancarellino è entrato nella storia del Premio con una sola grossa rivoluzione nella metodologia di voto. Infatti dal 1959 fino al 2012 la scelta del vincitore era affidata ad una giuria di cinque ragazzi di scuola media provenienti da ogni parte d'Italia, che al termine di una discussione procedevano poi alla "alzata di libro" con la statuetta del San Giovanni di Dio, simbolo della vittoria del Premio, che veniva consegnata al libro che aveva più alzate della giuria. Da pochi anni si è deciso di optare per un metodo di voto forse meno qualificato ma certo più democratico con il coinvolgimento di tutti i ragazzi partecipanti alla giornata conclusiva del Bancarellino in cui ognuno esprime il proprio voto. Una platea variopinta che ogni anno colora piazza della Repubblica (sede abituale della cerimonia finale del Premio) e che spesso ha raggiunto le duemila unità con scolaresche provenienti da ogni parte d'Italia. Un'attenzione da parte delle scuole italiane, che il Premio ha saputo creare anche attraverso il criterio di selezione delle opere finaliste, a cui viene assegnato il Premio Selezione Bancarellino. La scelta viene infatti effettuata attraverso la lettura e il giudizio da parte di scolaresche sparse su tutto il territorio nazionale. La selezione, che prende il nome di "Progetto lettura", è la parte più importante della manifestazione, quella che intende fare dei ragazzi i veri protagonisti del Bancarellino, coinvolgendo ogni anno, da ormai trent'anni, istituti secondari di primo grado di tutte le regioni italiane e che nell'edizione 2016 ha interessato 85 scuole, dalla Lombardia fino alla Sicilia, 163 classi e oltre 5.000 piccoli lettori. Tradizione ed interazione con le scuole. Forse il segreto è tutto qua di questo Premio che può vantare nel suo albo d'oro scrittori illustri, come Mario Rigoni Stern, Romano Battaglia, Mino Milani, Giovanni Arpino, Astrid Lindgren (l'inventrice del personaggio di Pippi Calzelunghe) e tanti altri ancora. E il Bancarellino nel corso della sua storia ha saputo raccontare tematiche leggere ma anche argomenti delicati e importanti come gli orrori della guerra e dei campi di concentramento ma anche, venendo ai recenti vincitori, al cyber bullismo come raccontato da Roberto Bratti con "Bulli con un click", vincitore dell'edizione 2015 o l'isolamento che può creare un uso eccessivo dei social network come descritto da Luigi Ballerini nel suo romanzo"Io sono zero" trionfatore dell'ultima edizione del Premio. (r.s.)

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