Finanza
«Questo corteo non sarà un funerale»
Lo slogan dei lavoratori Rational che hanno sfilato per le strade della città accompagnati da almeno 400 persone
MASSA. Circa quattrocento persone hanno manifestato per il diritto al lavoro unendosi alla protesta dei dipendenti Rational; una vertenza che è solo l'ultima di una lunga lista sul territorio apuano, ma che vuole essere l'ultima e quella da cui ripartire.
Alle 9 operai, sindacati, forze politiche hanno iniziato a riunirsi in via Catagnina, proprio di fronte alla Rational da dove, un'ora più tardi, si è mosso il serpentone di persone diretto in Prefettura. Hanno atteso che le altre aziende metalmeccaniche iniziassero lo sciopero di 4 ore proclamato da Fiom, Uilm e Ugl in modo che tutti potessero partecipare. Ad aprire il corteo, dietro lo striscione «Riapriamo le fabbriche!», gli operai Rational, ovviamente, con le loro tutte blu e verdi ritirate fuori due giorni fa dagli armadietti; in prima fila, accanto a loro il sindaco Alessandro Volpi perché «esserci è un dovere delle istituzioni».In sottofondo la canzone "La storia" di Fiorella Mannoia con le frasi «la storia siamo noi, siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere» che colpiscono nel segno. Le prime parole di Rinaldo Valenti, in rappresentanza dei lavoratori Rational: «questo corteo non sarà un funerale, ma una riscossa; da oggi lotteremo tutti insieme perché il territorio massese non può permettersi di perdere neanche un solo posto di lavoro. E se ci sarà una prossima azienda da difendere troveranno un muro di acciaio». Via via, hanno sfilato Cgil, Fiom, Uilm, Ugl, Camera del Lavoro, rappresentanti di Eaton, con il loro immancabile slogan "Usa&Getta", Rsu Sanac, Rsu dell'indotto del Nuovo Pignone, Bario Solvay, Gaspari Menotti, Rsu Piaggio, la Casa Rossa Occupata, Carc, il collettivo S.O.S., il comitato Mo Basta, Acqua alla Gola. Tra loro, assessori e consiglieri comunali di Massa. Assente il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, In Lunigiana per una riunione sullo stato delle province; anche l'onorevole Martina Nardi aveva impegni istituzionali a Roma, ma ha ribadito «la vicinanza e l'impegno verso i lavoratori e predisposto un'interrogazione al Mise». La manifestazione si è diretta sull'Aurelia per il primo step, lo stabilimento Iglom, emblema delle vertenze apuane: lì nel 2008 scoppiò quella di Eaton andata avanti per anni tra occupazioni della fabbrica, blocchi della viabilità, assemblee settimanali. «Ci auguriamo che non vengano ripetuti gli errori del passato e che questa o altre vertenze non siano gestite come quella di Eaton per cui la reindustrializzazione ha fallito», ha ribadito Giovacchino Pitanti, uno dei protagonisti di quella battaglia. E poi di nuovo in marcia lungo l'Aurelia fino alla seconda tappa: la filiale di Massa della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia appartenente al gruppo Banca Intesa-San Paolo che ha presentato al Tribunale di Massa l'istanza di fallimento di Rational per poco più di 300 mila euro. «Niente contro i dipendenti - sottolinea Luisa Pietrini, segretaria Fiom Cgil - ma l'istituto bancario in questo momento non consente né ai lavoratori né alla proprietà di proseguire il concordato in continuità nonostante la banca abbia un'ipoteca sul capannone come garanzia». La manifestazione si è fermata di fronte alla banca, per far capire che gli operai hanno iniziato a combattere. Anche Paolo Gozzani, segretario generale Cgil Massa Carrara ha dichiarato che «non possiamo permetterci che gli interessi di un'azienda li faccia la banca. Dietro i lavoratori ci sono famiglie; le banche non possono affossare le aziende per interessi finanziari o speculativi». Poi l'arrivo in Piazza Aranci dove il corteo è rimasto in sit-in, mentre una delegazione di sindacati ed Rsu è stata ricevuta dal Viceprefetto Vicario, dott. Giuseppe Larosa. «C'è stata una buona adesione ed è giusto che le istituzioni fossero presenti - ha commentato il sindaco Volpi - ora la priorità è capire le intenzioni della proprietà: deve fornire ipotesi di un piano di rientro con la banca e noi proveremo a sostenerla. Altrimenti tutto quello che stiamo facendo assume un significato ben diverso. La proprietà mi è parsa molto attaccata all'azienda, ma deve fare la sua parte. La situazione è complicata, ma la strada è realizzabile».
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