Il Tirreno

Massa e Carrara, un ponte verso Parma

Massa e Carrara, un ponte verso Parma

Tanti gli interessi ai piedi delle Apuane da parte del clan Kasa. Ma l’indagine non finisce qui

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MASSA CARRARA. Nel corso dell’operazione che ha portato all’arresto del clan Kasa sono stati sequestrati due conto correnti bancari (un terzo era stato già chiuso dal direttore della banca per sospetto riciclaggio di denaro) e un conto corrente postale. Gli accertamenti patrimoniali sui beni posseduti dall’organizzazione anche per il tramite di prestanome sono ancora in corso e potrebbero portare ad altri sequestri. Anche nella nostra provincia, ma in questo caso si tratta soltanto di un’ipotesi investigativa.

Quello che sembra interessare di più agli inquirenti è l’eventuale ponte verso l’Emilia rappresentato dalla provincia apuana, in particolare la Lunigiana. A dimostrazione della fervente attività criminale dell’organizzazion, nel corso dell’operazione a Parma sono stati arrestati tre pusher in flagranza di detenzione di stupefacente a fini di spaccio. Si tratta di Klajdi Tabaku, Hetem Serani e Flamur Bajrami sopresi con 54 grammi di cocaina suddivisa in 32 dosi e 152 grammi di marjuana. Il denaro sequestrato nel corso dell’operazione ammonta a oltre cinquantamila euro; la droga sequestrata, invece, è pari a 80 chili. Il giro d’affari dell’organizzazione è stimato in circa mezzo milione di euro l’anno. Avevano raggiunto un livello da clan camorristico. Ed erano partito da un garage di Livorno.

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