La protesta
«L’azienda faccia più formazione»
Cgil: operatori incolpevoli e poco seguiti. Appello ai cittadini alla comprensione
MASSA.
Interviene anche il sindacato sui disagi al Cup di via Bassa Tambura, senza usare troppi giri di parole. «Giornate di ordinaria follia quelle che stanno vivendo i lavoratori e le lavoratrici delle aziende in appalto presso i Cup dell’Asl di Massa-Carrara» le definisce Sebastiano Salaro della Filcams Cgil. «Dai primi giorni di questa settimana è partito il nuovo programma di prenotazione e modifica appuntamenti per visite mediche e da subito ci sono stati problemi per le lavoratrici e i lavoratori dei Cup - spiega il delegato - problemi derivanti da un mal funzionamento del programma stesso, dalla poca formazione fatta agli stessi da parte dell’azienda sanitaria e dalle aziende che hanno in gestione l'appalto».
Una situazione difficile, spiega Salaro. «Disservizi e mal funzionamento che gli operatori e le operatrici stanno cercando di gestire nel miglior modo possibile - dice - Proprio per questo motivo auspichiamo in un aiuto degli utenti, vittime a loro volta di questo disservizio, ai quali chiediamo comprensione e pazienza verso chi ci sta mettendo la faccia. Infatti, il mal funzionamento, non dipende dalle operatrici e dagli operatori dei Cup, ma da scelte scellerate e organizzate in modo non corretto dalla Regione Toscana. Quattro ore di formazione su un programma nuovo e non ancora del tutto a regime, in un servizio così delicato, sono veramente poche».
Da qui la richiesta all’Asl. «Chiediamo all’azienda sanitaria e alle aziende in appalto di organizzare corsi più approfonditi per formare i lavoratori e le lavoratrici, in modo che possano dare risposte immediate agli utenti, che ogni giorno si presentano in gran numero presso gli sportelli di prenotazione - continua Salaro - Salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sono al primo posto per la nostra Organizzazione e in questi giorni sono messi a rischio da questa condizione lavorativa».
Dal Cup il delegato Cgil prende spunto per rilanciare l’adesione allo sciopero del 31 marzo a Roma «per chiedere a gran voce un rinnovo dignitoso che non pregiudichi i diritti conquistati negli anni e un aumento salariale importante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
