Sicurezza
Il dottor Orlandi: dieta e stili di vita per prevenire l’ictus
Il direttore di neurologia sarà uno dei relatori sabato all’evento di Villa Cuturi sull’“Ecografia in urgenza”
MARINA DI MASSA. Stefania Saccardi assessore regionale al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria; Cosimo Maria Ferri sottosegretario alla Giustizia; Giacomo Bugliani Presidente Prima commissione regionale affari istituzionali,programmazione, bilancio,informazioni e comunicazione; il dott. Roberto Monaco Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Toscana – Coordinamento Regionale Albo Odontoiatri: sono alcuni dei protagonisti dell’evento in programma sabato mattina dalle 9 a Villa Cuturi, ex sede Apt a Marina di Massa, per l’apertura dell’annunciata seconda “edizione” del corso-convegno regionale di aggiornamento teorico-pratico gratuito di ecografia indirizzato a tutti i medici in particolare a quelli dell’emergenza dal titolo: “Ecografia in urgenza: dalla E-Fast alla diagnosi cardiologica”. La mattinata sarà ripresa e trasmessa, come la volta precedente in mondo visione sui canali you tube.
All’apertura dei lavori ci sarà anche la partecipazione del sindaco di Massa Alessandro Volpi, del presidente del Consiglio comunale Domenico Ceccotti, di Fausto Casotti presidente Fraternita di Misericordia “San Francesco” Massa. Presente anche una delegazione di Infermiere Volontarie dell’Ispettorato della Croce Rossa apuana con la loro Ispettrice provinciale Sorella Giuliana Opromolla.
La dottoressa Maria Laura Valcelli medico del locale 118 e responsabile scientifica e coordinatrice dell’evento non fa anticipazioni si sa solo che è parte molto attiva e figura nell’importante segreteria scientifica del convegno nazionale : “Ictus –conoscere-prevenire-trattare” che si terrà il 5 e 6 maggio prossimo a Villa Cappugi Pistoia, in occasione di Pistoia capitale mondiale della cultura, con i gotha degli esperti e scienziati dello studio, cura e prevenzione ictus e patologie annesse e connesse; un premio – si vocifera negli ambienti solitamente bene informati - per l’organizzazione di questi due corsi e di altre iniziative sanitarie non meno importanti.
Intanto atteso è l’intervento del Dottor Giovanni Orlandi – Direttore dell’Unità Operativa Multizonale di Neurologia e Neurofisiopatologia dell’Asl Nord Ovest e referente organizzativo Area Medica su un argomento quanto mai di attualità e di grande interesse scientifico.
Ne anticipa una sintesi: ictus catastrofe sociale soprattutto tra i giovani. «L’ictus – scrive Orlandi - è una catastrofe sociale che colpisce ogni anno in Toscana circa 10mila persone: di queste ne uccide circa 2mila e ne rende disabili circa 4mila sconvolgendo all’improvviso e per il resto della loro vita sia i malati che le loro famiglie. Oltre al dramma psicologico ci sono costi altissimi: circa 280 milioni di euro ogni anno in Toscana oltre ai costi per la disabilità permanente, per la maggior parte a carico delle famiglie, stimati in circa 30mila euro all’anno per ogni persona disabile. La Toscana nel corso degli ultimi anni ha profuso un notevole sforzo organizzativo rivolto a costruire una rete di servizi per l’ictus che integri la fase dell’emergenza territoriale con la fase acuta ospedaliera e poi questa con la fase post acuta riabilitativa fino al ritorno a casa del paziente. Questo percorso necessita di competenze multiprofessionali e multidisciplinari che devono interagire in modo sinergico e con la continuità assistenziale necessaria a garantire in modo tempestivo ed efficace tutti i supporti di tipo sanitario e sociale funzionali ai bisogni dei singoli pazienti».
Orlandi lancia un allarme: L’ictus colpisce anche i giovani. «L’ictus giovanile – dice - è la malattia neurologica più frequente dopo il trauma cranico. In Toscana ogni anno si verificano circa 400 ictus prima dei 50 anni di età ma la frequenza è in crescita perché a partire dall’adolescenza si sta osservando un aumento di giovani che fumano, consumano superalcolici e usano droghe in particolare anfetamine e cocaina. Questi sono tutti fattori che accrescono molto il rischio di ictus. I giovani poi sono più esposti a traumi, per esempio durante attività sportiva, che possono provocare ictus attraverso la dissecazione (rottura) delle arterie che portano il sangue al cervello». Un pericolo vero e proprio – aggiunge lo specialista – «è che la popolazione in Toscana solo circa la metà della popolazione sa cos’è l’ictus e solo una parte di questa conosce i principali fattori di rischio e i sintomi con cui si manifesta e sono ancora di meno quelli che sanno che l’ictus si può curare efficacemente con la trombolisi e con il ricovero in aree di degenza dedicate (Stroke Unit o Stroke Area) che sono gli interventi che negli anni recenti hanno cambiato la storia dell’ictus acuto. Purtroppo l’ictus ha sempre avuto uno scarso impatto mediatico che deriva da alcuni pregiudizi da sfatare: l’ictus non si può evitare, l’ictus non si può curare, l’ictus è una malattia che colpisce gli anziani».
Dunque si può curare? «Oggi ci sono evidenze scientifiche – precisa Orlandi - inconfutabili che dicono che l’ictus si può prevenire con un corretto stile di vita: cattiva alimentazione e sedentarietà favoriscono l’ictus. Ideale è la dieta mediterranea con poco sale e prevalenza di pesce, no il fumo, non l’alcol e le altre sostanze di abuso, sì l’attività fisica quotidiana anche nelle persone anziane. Dati Censis ci informano in particolare che la popolazione è molto poco consapevole del rischio di ictus che deriva dalle malattie cardiache che invece rappresentano la causa più comune: infatti solo il 7% della gente sa che la fibrillazione atriale è causa molto frequente di ictus gravemente disabilitante e che questo rischio può essere efficacemente ridotto con farmaci anticoagulanti orali di cui oggi ne sono disponibili di nuovi particolarmente efficaci e sicuri».
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