Il Tirreno

Vendita di Area Spa, seconda asta deserta

di Libero Red Dolce
Vendita di Area Spa, seconda asta deserta

CARRARA. Area Spa, un’altra asta andata a vuoto. È la seconda procedura di gara che il Comune di Carrara, azionista di maggioranza della società assieme al comune di Massa e alla Provincia, bandisce...

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CARRARA. Area Spa, un’altra asta andata a vuoto. È la seconda procedura di gara che il Comune di Carrara, azionista di maggioranza della società assieme al comune di Massa e alla Provincia, bandisce per disfarsi del suo 51% di pacchetto azionario. Carrara ne controlla il 36%, Massa il 4,7% e la provincia il 10,7% mentre il socio privato è la Porto Spa che oltre a possedere il 49% delle azioni ha un contratto d’affitto in esclusiva per l’utilizzo dei piazzali, in parte ceduti al Nuovo Pignone. Nel 2015 i tre enti hanno deciso di dismettere le proprie quote. Ma tutti i tentativi sono andati a vuoto.

Un prima valutazione fu fatta nel 2011, una seconda nel 2015. Valutazione complessiva: 36 milioni di euro. Per i osci di maggioranza 23 milioni e 868mila euro in virtù del premio di maggioranza. In questa seconda asta, nonostante un ribasso del 10%, il prezzo era sceso a 21 milioni e 400mila. Evidentemente considerato poco appetibile da chi, se esiste, è interessatoa comprare.Nel periodo intercorso tra le due perizie, il consiglio comunale di Carrara ha approvato però una variante urbanistica che ha trasformato parte delle superfici – 260 mila metri quadri - da area di stoccaggio ad area industriale.

L’area è sicuramente interessante. Vicina alle banchine del porto, oltre i sottopassaggi che impediscono ai carichi pesanti di arrivare fino allo sbocco marittimo. Difficile pensare a un interessamento della Nuovo Pignone: nonostante gli investimenti fatti sul terreno per adeguarlo, per le multinazionali la policy è di non acquistare ma di prendere in affitto. Si va via più leggeri. Ma anche la Porto Spa, azionista al 49%, per ora non batte il colpo. Ora la palla torna al Consiglio Comunale, che dovrà decidere il da farsi. L’impressione è di trovarsi in un circolo vizioso.

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