Sicurezza
«Diffondere la legalità è l’antidoto contro la mafia»
Toccante cerimonia all’Istituto Galilei: intitolata un’aula a Dario Capolicchio, vittima dell’attentato ai Georgofili
CARRARA. «Un’importante occasione di dialogo e confronto sul tema delle vittime della mafia, per avviare uno spazio di riflessione permanente nella coscienza collettiva delle giovani generazioni, sulla legalità e tutti i mezzi di contrasto alla criminalità e alla corruzione». Così il giudice Cosimo Maria Ferri, sottosegretario al Ministero della Giustizia, si è espresso in una lettera riguardo alla cerimonia per l'intitolazione della nuova aula da disegno dell'Istituto di istruzione superiore "Zaccagna Galilei" alla memoria di Dario Capolicchio, giovane sarzanese ucciso nella strage mafiosa dei Georgofili, avvenuta a Firenze il 27 marzo 1993. "Aula Dario Capolicchio. Studente dell'Itis "G. Galilei". Vittima di mafia". Così recita la targa commemorativa scoperta durante la cerimonia tenutasi ieri alla sede "Galilei" della scuola, ad Avenza, in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, celebrata in tutta Italia.
Alla manifestazione hanno partecipato la professoressa Marta Castagna, preside dello "Zaccagna-Galilei", l'assessore alla cultura Giovanna Bernardini, il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra, il capo di gabinetto della prefettura Francesco Montemarano, la funzionaria dell'Ufficio scolastico provinciale Giuliana Opromolla, la preside del polo artistico "Gentileschi" Anna Rosa Vatteroni ed il direttore dell'Archivio di Stato di Massa Maurizio Munda. Assente per impegni istituzionali, invece, il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti. A spiegare il motivo che ha portato il consiglio di istituto dello "Zaccagna-Galilei" a deliberare questa intitolazione è stata la preside Vatteroni, ricordando che nei mesi scorsi, sistemando l'archivio della sede "Galilei", sono stati rinvenuti dei documenti che hanno permesso di scoprire che Dario, prima di diplomarsi al liceo artistico di Carrara, era stato per un paio d'anni studente al "Galilei". La dirigente scolastica ha poi ricordato che nella strage dei Georgofili perì anche l'intera famiglia Nencioni, composta da due coniugi e due figlie piccole. L'assessore Bernardini, dopo aver fatto notare che la giornata in ricordo delle vittime di mafia e quella contro il razzismo cadono lo stesso giorno, ha sostenuto che anche la mafia è una forma di razzismo. «Essa, però- ha chiarito l'assessore- non opera ai danni di un'etnia specifica, ma contro tutta l'umanità, la civiltà e la democrazia, perché calpesta il diritto alla vita».
La Bernardini, ricordando che Capolicchio era originario di Palemo, ha spiegato che la mafia ha inferto i colpi più feroci proprio alla terra in cui è nata, devastando la Sicilia con speculazioni di ogni tipo, creando un clima di diffusa volenza ed illegalità, rendendo i figli orfani e le madri vedove. L'assessore ha poi citato una frase del poeta premio Nobel Eugenio Montale ("La poesia è coltivare la speranza") per ribadire che la lotta contro la mafia e il suo linguaggio di sopraffazione deve essere condotta sotto le insegne di un movimento culturale e morale.
«È solo così -ha concluso- che questo mostro potrà essere abbattuto". L'esigenza di non sottovalutare il rischio di nuove infiltrazioni e restare sempre vigili, anche sul nostro territorio, è emersa dall'intervento di Montemarano. «Il fatto che la mafia oggi uccida meno di come faceva un tempo -ha detto- non deve mai farci dimenticare che esiste ancora e che anche noi, qui a Massa-Carrara, non possiamo ritenerci immuni dal pericolo. Per evitare il suo radicamento è necessario diffondere in tutte le scuole la cultura della legalità e della democrazia». Un ritratto di Capolicchio, ragazzo appassionato di alpinismo ucciso a 22 anni non ancora compiuti, è stato tracciato dal sindaco Cavarra. «A Sarzana -ha ricordato il primo cittadino- il ricordo di Dario resta molto forte. La città gli ha intitolato un'area verde ed esiste un presidio di Libera che dal 2009 porta il suo nome». All'evento hanno partecipato anche una delegazione di studenti della sede "Galilei", accompagnata dalla professoressa Lucilla Simonini e la classe 5B Ragionieri dello "Zaccagna", insieme alla professoressa Maria Evelina Bertolini. Luca Bison, alunno della 3B "Chimici", ha suscitato grande emozione recitando ai presenti la poesia "Sia detto", scritta da Mario Luzi per commemorare le vittime della strage dei Georgofili.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
