Italia
Blocco cade sulle gambe di un operaio
Il marmo è scivolato dall’imbracatura della gru: operato d’urgenza, non rischia amputazioni. Aperta un’inchiesta
MASSA. Sembrava una manovra piuttosto semplice: un blocco non troppo grande sollevato ad appena un metro di altezza, facile da ruotare manualmente da terra. Ma come dirà nel pomeriggio un sindacalista: «il marmo non perdona». Non lo ha fatto neanche martedì 21 marzo mattina, quando un blocco informe è crollato addosso ad un operaio, schiacciandogli le gambe. Un tonfo netto seguito da un urlo disperato, che ha gelato il sangue dei colleghi. L’uomo, Michele Pannoni, 39 anni, è stato trasferito al vicino ospedale Noa e lì d’urgenza in sala operatoria per salvargli gli arti inferiori. Le condizioni iniziali, del resto, hanno fatto immaginare il peggio. I chirurghi però sono riusciti a fermare l’emorragia interna e a stabilizzare le fratture, disinnescando il rischio di un’amputazione. Negli stessi attimi, intanto, i tecnici dell’Asl hanno condotto i rilievi nell’azienda Venturini Marmi srl, dove è avvenuto l’incidente, girando poi gli atti alla Procura di Massa che ha aperto un fascicolo come avviene sempre in questi casi.
L’azienda e l’ospedale sono uno di fronte all’altro, separati soltanto da quel rettilineo che è via Mattei. Il cancello della segheria Venturini Marmi viene chiuso già a metà mattina, subito dopo l’accaduto, e non riaprirà per il resto della giornata. Dall’altra parte delle sbarre, nel piazzale gremito di blocchi di marmo, nessuno ha voglia di parlare. Alcuni colleghi nascondono gli occhi gonfi di lacrime tra le mani, mentre l’avvocato dell’azienda invita a lasciare il cancello, perché proprio non è il momento. L’incidente si è consumato da circa un’ora e a farne le spese non è un dipendente diretto dell’azienda massese, ma di una esterna: la Bocchi srl di Carrara, specializzata nel settore del marmo e noleggiatrice di gru. Pannoni, residente a Pietrasanta ma originario di Prato, arriva insieme ad un collega a bordo di una gru semovente, ideale per spostamenti su raggio breve. Una volta nel piazzale della segheria, il 39enne resta a terra per posizionare manualmente i blocchi, mentre il collega comanda il braccio meccanico del mezzo dall’abitacolo. Una manovra già fatta centinaia di volte, ma questa volta arriva l’imprevisto.
Sono circa le 10 quando gli operai imbracano un blocco informe, neanche troppo grande ma comunque pesante alcuni quintali, iniziando poi a spostarlo: Pannoni da terra fa muovere con cura la pietra, quando all’improvviso l’imbracatura cede; il blocco travolge il 39enne, schiacciandogli le gambe. I colleghi danno l’allarme e dall’altra parte della strada arriva un’ambulanza: l’operaio viene così soccorso e trasferito immediatamente in sala operatoria, dove resterà più di tre ore. A preoccupare i medici non sono tanto le fratture, comunque gravi, quanto un’arteria danneggiata, che ha provocato una forte emorragia interna.
Mentre Pannoni va sotto i ferri, nel piazzale pieno di marmo arrivano gli ispettori della sicurezza sul lavoro della Asl, per gli accertamenti di rito. I titolari ricostruiscono con loro la dinamica, spiegando che non si tratta di un dipendente diretto ma di uno esterno. «Come sempre mandiamo i nostri operai con tutta l’attrezzatura necessaria per la sicurezza e loro sono i primi a rispettare le norme» dicono nel pomeriggio dalla Bocchi srl. Il fascicolo comunque viene spedito in Procura, che apre un’inchiesta sull’accaduto.
Le buone notizie arrivano dal Noa, intorno alle 15: l’operazione è riuscita e il rischio amputazione è stato scongiurato. Femore rotto, schiacciatura nella parte bassa della gamba destra ma sistema circolatorio perfettamente funzionante: è questo che emergerà infine dalla cartella clinica di Pannoni. Un esito tutto sommato positivo, rispetto agli spettri che si sono alzati subito dopo l’ennesimo incidente tra chi lavora con il marmo.
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