La video arte che parla del contemporaneo al Ducale
MASSA. Quattro grandi pannelli su cui compaiono immagini che vanno osservate, intuite, pensate: mani che giocano, distruggono e ricompongono lattine di famose bibite simbolo di globalizzazione e...
MASSA. Quattro grandi pannelli su cui compaiono immagini che vanno osservate, intuite, pensate: mani che giocano, distruggono e ricompongono lattine di famose bibite simbolo di globalizzazione e consumismo; la bandiera di Israele che sparisce e si fonde in quella della Palestina, per poi ricomparire come in un gioco di prestigio; restauri di statue antiche, carezze di sottomissione, lupi affamati di una bandiera italiana sporca di terra. Sette artisti di fama internazionale espongono fino al 17 aprile a palazzo Ducale, per la mostra di video arte dal titolo "Enjoy Forgetting”.
Il comune di Massa, assieme al curatore Daniele Lucchesi, scelgono il linguaggio dell'arte contemporanea per trasmettere emozioni ed affrontare i grandi temi sociali, culturali ed economici dei nostri giorni: all'inaugurazione erano presenti i Masbedo, che hanno incantato tantissimi visitatori improvvisando un'installazione multimediale e dando vita ad uno spettacolo multidisciplinare inedito. Fotografie di migranti sui barconi si alternavano, sotto le telecamere e i proiettori, a fotografie di concerti affollati e set di modelle nude, mentre gli artisti annerivano i volti, timbravano con l'inchiostro i fogli, secondo un preciso processo artistico, metaforico, generando collage visivi e innescando inconsci slittamenti percettivi.
Per la prima volta a Massa sono riuniti alcuni tra gli artisti più importanti a livello nazionale e internazionale che operano in questo campo artistico: gli altri video esposti sono quelli di Filippo Berta, vincitore del Mia Foundation Award, dal titolo "Homo Homini Lupus", quello dell'artista spagnola Eulalia Valldosera, che ha esposto nelle più importanti gallerie e musei internazionali, dal titolo "Dependencia mutua", dedicato al rapporto padrone e schiavo. Il croato Igor Grubic, noto per il suo attivismo politico, è invece presente con "Monument" in cui racconta l'importanza dei simboli architettonici della storia nei territori dell'Ex Jugoslavia, commissionati dal vecchio regime di Tito. Raffaela Mariniello,fotografa di livello internazionale, espone "Still in Life", un'amara rassegnazione mista ad una chiara accusa di immobilismo alla classe dirigente che ha assistito muta al triste incendio doloso di Città della Scienza di Napoli. La mostra è aperta ad ingresso libero dal 18 marzo al 17 aprile dal giovedì alla domenica dalle ore 16.30 - 19. (m.da)
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