Attenzione
Il lapideo nell’olimpo dei distretti italiani
Il comparto carrarese per le materie prime è tredicesimo. Crescita e redditività confermano che il marmo è stato solo sfiorato dalla crisi
CARRARA. Il Distretto lapideo di Carrara è il tredicesimo in Italia per i risultati conseguiti nel biennio 2015-2016. I dati sono stati diffusi dal centro studi di Intesa San Paolo e prendono in considerazione tutti i distretti italiani: dai vini dei colli fiorentini e senesi, al legno e l'arredamento dell'Alto Adige. Mostrando che la capacità di innovare, fare sistema ed esportare delle 149 maggiori aree a specializzazione produttiva del paese è superiore alla media nazionale, e più lo sarà nei prossimi due anni.
Dunque per le aziende apuane si tratta di un risultato assolutamente positivo che conferma quanto il settore lapideo sia stato toccato solo marginalmente dalla crisi economica degli ultimi anni e soprattutto quanto sia in grado di essere protagonista nel mercati esterni e l'alto tasso di redditività per le imprese.
Intesa San Paolo ha elaborato una classifica dei principali quindici distretti italiani incrociando una serie di dati che tradizionalmente non vengono elaborati negli studi del settore lapideo. Il centro studi ha incrociato cinque indicatori: l'Ebitda margin 2015 che indica il valore dei ricavi meno i costi escluse le imposte e gli ammortamenti; l'evoluzione del Ebitda margin nel periodo 2014-2015; l'evoluzione del fatturato nel 2015; l'evoluzione export nei primi 6 mesi del 2016; l'evoluzione 2008-15 del fatturato e dell'export.
Naturalmente l'ebitda margin calcolato in percentuale più è alto, più l'azienda è capace di produrre utili. Ne risulta che il distretto lapideo di Carrara ha ottenuto una performance di crescita e redditività pari al 66,3 in tredicesima posizione e in seconda rispetto ai distretti che trattano materie prime dietro al legno dell'Alto Adige (76,6). Il dato non esprime i valori commerciali raggiunti dal settore bensì misura la performance e conferma quanto le aziende del marmo sappiano essere competitive sul mercato e siano a tutti gli effetti parti integranti dell'eccellenze italiane del Made in Italy. In prospettiva i distretti italiani cresceranno, secondo lo studio dell'istituto bancario. «Nel biennio 2017-18 è prevista un'accelerazione della crescita (+4,3% cumulato), trainata nuovamente dai mercati esteri e sostenuta dalla domanda interna, con un maggior ruolo per i beni di investimento. In particolare, un contributo importante potrà venire dalla filiera metalmeccanica, sulla spinta dell'attesa ripartenza del ciclo edilizio e degli investimenti in macchinari. Nel biennio 2017-18 proseguirà la fase di rafforzamento dei margini unitari (diffusa a tutti i settori distrettuali)».
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