Sicurezza
Dallo sfregio fascista al monito pro Resistenza
Il cippo alle brigate partigiane sulla strada per Campocecina è stato ripulito. La scritta “trasformata” in un ammonimento allo studio della lotta partigiana
CARRARA. Prima di ripulire completamente quello slogan fascistacosì odioso, la scritta è stata rivista e corretta. E’ bastato trasformare una “a” in una “e”, ed è diventata un monito “resistente” favore dello studio del la storia.
La provocazione è firmata Anpi (sezione di Carrara e provinciale), Casa Rossa, Centro Documentazione Gino Menconi di Massa e Archivi della Resistenza di Fosdinovo. Ieri si sono ritrovati tutti sulla statale 446 per Campocecina, al bivio con la diramazione per Fosdinovo dove, nella notte tra sabato e domenica, era apparsa una scritta fascista sul cippo dedicato alle brigate partigiane di Liguria e Toscana. Lo slogan “Leggi Pansa, impara la storia... assassini”, con il richiamo al contestato autore di “Il sangue dei vinti”, è stato corretto: è bastato aggiungere una “e” (impressa su un foglio di carta, poi rimosso) e cancellare la parola “assassini” per farla diventare, “Leggi, pensa e impara la storia”.
Un significato tutto diverso, condivisibile anche da chi, del ricordo della lotta partigiana e della Resistenza, ha fatto una missione: «Dopo tutti questi anni non avrei mai pensato di ritrovarmi davanti una scritta del genere, quello che mi colpisce è l’indifferenza della città e della politica. Carrara dovrebbe partecipare spontaneamente per rispondere a queste provocazioni e la politica dov è cosa fa?» ha commentato indignato Giorgio Mori, presidente onorario dell’Anpi Provinciali accorso a pulire di suo pugno il cippo sfregiato. «Questa scritta non solo è contro la verità storica, ma è un gesto di ignoranza contro la città di Carrara da sempre ribelle e democratica» ha aggiunto Giorgio Lindi dell’Anpi Carrara. Ovviamente dopo la “correzione” momentanea lo sfregio è stato completamente rimosso grazie anche alla Vab di Giucano, intervenuta con l’idropulitrice. Il cippo è tornato dunque al suo splendore originale ma intanto l’Anpi non esclude la denuncia contro ignoti, per non lasciar passare sotto silenzio la vicenda. «Il timore è che gli autori di questo gesto siano gli stessi che hanno agito a Merizzo, alla vigilia della cerimonia per Edoardo Bassignani» ha ipotizzato Alessio Giannanti di Archivi della Resistenza facendo notare che al di là della grafia della scritta, i concetti richiamati nelle due occasioni sono praticamente identici, con la citazione di Pansa, le accuse ai partigiani e l’invito alla lettura. Si tratta solo di ipotesi, certo, ma che potrebbero fare da spunto per indagini più accurate.
L’amministrazione di Fosdinovo ha ringraziato tutti i gruppi intervenuti per pulire il cippo.
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