La manifestazione
Dalla Lunigiana a Malta, per fare carriera
La storia di Tanja che nel giro di tre anni è diventata manager di un famoso ristorante dell’isola
LUNIGIANA. La strada verso l'estero è sempre stata una delle opzioni valide per i lunigianesi che, sin dal primo del '900, hanno scelto di abbandonare la terra natìa e cogliere opportunità al di là del confine. Una differenza però è utile sottolineare: mentre le passate generazioni avevano in progetto il ritorno, le attuali non la ritengono un'opzione reale, a meno di grandi cambiamenti nel panorama Italia. Una scelta dura che ha compiuto anche Tanja Belloni che dalla Lunigiana è andata a Malta, dove risiede da quasi tre anni. «Il mio lavoro di animatrice turistica mi ha portato a lavorare al di fuori della Lunigiana - ci spiega Tanja - prima in Emilia Romagna, poi le tappe in Sardegna e Sicilia, fino ad arrivare qui a Malta. Qui a Malta venni per uno stage di studio e lavoro, lavorai 6 mesi in un asilo nido grazie a questo progetto. Terminato questo periodo tornai in Sicilia, ma non vedendomi retribuita ho scelto di puntare nuovamente su Malta. Conoscevo l'isola, avevo amici conosciuti durante l'esperienza precedente e avevo appreso bene la lingua». Il primo impatto non è così difficoltoso «Malta ha un mercato lavorativo molto florido, poi ti rendi conto che però non è così facile come sembra una volta che subentra la routine. E' molto diverso rispetto all'Italia, qui mi potrebbero licenziare e nel giro di qualche settimana trovare un nuovo impiego». «Giuro che non mi lamenterò più delle tasse che paghiamo in Italia - ci confessa Tanja - qui la sanità è privata e le poche entrate fiscali non consentono di coprire tutti i servizi. Come i trasporti che diventano fondamentali dato l'intenso traffico nell'isola e che rende difficile collegarsi con le varie parti della città, anche a causa della grande espansione che ha Malta ha avuto negli ultimi trent'anni, con una cementificazione selvaggia. Andare a piedi non è un'opzione valida visto che si giunge a picchi di oltre quaranta gradi nel periodo più caldo, si è costretti a cercare casa vicino al posto di lavoro e su questo c'è una speculazione sugli affitti, anche se ora il governo sta cercando di calmierarli. Mi manca questo dell'Italia: i servizi». «I maltesi - continua - sono socievoli e generosi, anche se puoi incontrare quello che non ti risponde se gli chiedi qualcosa in inglese, magari pretendendo che tu ti esprima in maltese. Gli stranieri sono la forza dell'economia di Malta e i suoi abitanti lo hanno capito, anche se ti imbatti in casi di razzismo, per alcuni potrai impegnarti quanto vuoi, rimarrai sempre un italiano". Malta però ultimamnete sta vivendo un conflitto per il traffico di droga "Una mattina dovevo andare in posta, volevo farlo ad un orario, ma ho dovuto posticipare. Quando sono arrivata di fronte alle poste ho scoperto che era scoppiata un'autobomba allo stesso orario in cui sarei dovuto andare io. Questa è la quinta in un anno, i maltesi pare non accorgersi di quello che sta avvenendo. E' una situazione in bilico». Adesso Tanja è manager nel ristorante, il "Piccolo Padre", uno dei più chic e rinomati dell'isola, dove aveva lavorato come cameriera. Una dimostrazione che la meritocrazia funziona se viene applicata: «I proprietari, i signori Cassar, sono la mia famiglia maltese, grazie a loro ho trovato un motivo in più per rimanere qui».
Cristiano Borghini
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