La manifestazione
Amaro Partigiano, i soldi ci sono
Raggiunto l’obiettivo minimo dei 10mila euro partono i lavori per l’allestimento del liquorificio
FOSDINOVO. Obiettivo raggiunto, il crowdfunding per la produzione dell’Amaro Partigiano ha conquistato e superato i 10mila euro di sottoscrizioni ma la campagna di raccolta fondi proseguirà ancora fino al 25 aprile, come previsto, per soddisfare le oltre mille richieste arrivate agli organizzatori.
Ieri il “contatore” visibile sul sito www.produzionidalbasso.com ha registrato quota 10.478 euro, un risultato eclatante visto che mancano ancora 36 giorni alla chiusura del crowdfunding. La sensazione è che complice il rilievo dato al progetto dalla stampa, anche quella nazionale, e grazie al tour in corso in tutta Italia per la promozione del prodotto, la campagna sia destinata a concludersi con un risultato importante, ben oltre le aspettative di Archivi della Resistenza e Rimaflow, i due “genitori” dell’Amaro Partigiano.
Basti pensare che a laboratorio ancora da allestire, sono già arrivate 600 prenotazioni per la versione “beta” del liquore, quella per così dire sperimentale, e almeno altre 1000 per il prodotto standard. Il tutto a nemmeno 3 mesi dal lancio e quando ne manca ancora uno alla chiusura del crowdfunding.
E proprio per non deludere tutte queste aspettative, e la fiducia degli oltre 250 sottoscrittori, all’inizio di aprile partiranno i lavori di allestimento del liquorificio. Il laboratorio sorgerà nella fabbrica di Trezzano sul Naviglio abbandonata per “delocalizzazione” dalla proprietà che ha lasciato a casa 330 lavoratori. Alcuni di questi si sono rimboccati le maniche e hanno dato vita a Rimaflow, un’associazione a vocazione “equo e solidale”.
E proprio dall’incontro di questa realtà milanese, con Archivi della Resistenza, il circolo che gestisce il Museoaudiovisivo della Restistenza di Fosdinovo, è nata l’idea di AmaroPartigiano che sarà realizzato rigorosamente con ingredienti lunigianesi, seguendo una ricetta messa a punto grazie alla consulenza di un antico laboratorio artigiano della zona.
Il liquorificio servirà a creare posti di lavoro all’interno della fabbrica abbandonata e a sostenere nuovi progetti rigorosamente etici. «10mila euro era l’obiettivo per allestire un laboratorio base, utilizzando materiale recuperato.
Sarà pronto in una quindicina di giorni, prima del 25 aprile, e servirà a mettere in produzione il liquore» spiegano da Rimaflow garantendo che di qui a breve, saranno rese note le carte del progetto e il piano di investimenti.
E i soldi in più? «Per costruire un vero liquorificio servono almeno 30mila euro: noi abbiamo intenzione di raggiungere quella cifra attraverso la vendita dell’Amaro Partigiano e ovviamente tutto quello che arriverà dal crowdfunding ci aiuterà a farlo meglio e prima» spiegano da Rimaflow, precisando però che fino al 25 aprile, il crowdfundig resta lo strumento più agevole per sostenere il progetto e aggiudicarsi una bottiglia di liquore. «Per questo chiediamo a tutti di continuare a sostenerci e di “preacquistare” l’Amaro Partigiano su www.produzionidalbasso.com» concludono da Trezzano sul Naviglio.
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