Sicurezza
La Farmoplant e le altre fabbriche nel libro di Ortori
MASSA. Sta per essere pubblicata l'edizione integrale del libro sulla storia della Farmoplant scritto dal consigliere comunale Simone Ortori. Come collaboratore della Fondazione Luigi Micheletti di...
MASSA. Sta per essere pubblicata l'edizione integrale del libro sulla storia della Farmoplant scritto dal consigliere comunale Simone Ortori.
Come collaboratore della Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, Biblioteca, archivio e museo di storia contemporanea e dell'ambiente, Giorgio Nebbia presenta l’importante volume che ripercorre pagine importanti della storia della provincia apuana.
«Una storia di speranze, di disillusioni, di dolori, di errori del potere politico e imprenditoriale, di contraddizioni, di vibrate civili proteste popolari, i cui testimoni sfortunatamente col tempo stanno scomparendo, come è avvenuto di recente per Luigi Mara, animatore di Medicina Democratica- prosegue la presentazione - Sfortunatamente non esiste una storia industriale completa di questi sessant'anni di vita civile italiana; fortunatamente qualche studioso ha però esplorato a fondo alcune delle pagine importanti di questa storia. Lo ha fatto Simone Ortori, attento storico e impegnato anche come consigliere comunale di Massa, che ha scritto un importante volume: "Storia dello stabilimento Farmoplant di Massa-Carrara", partendo dalle condizioni socio-economiche che hanno portato alla nascita della Zona Industriale Apuana».
«Ortori ha poi analizzato la storia delle varie fabbriche chimiche che hanno preceduto la Farmoplant sulla stessa area, usando le fonti più importanti, non solo quelle scientifiche relative ai cicli produttivi, ai prodotti fabbricati, agli agenti inquinanti generati nelle varie fasi dalle diverse produzioni, ma soprattutto i documenti (molti sommersi, difficilmente accessibili e addirittura esposti alla dispersione in mancanza di un adeguato archivio) relativi alle lotte popolari, e infine ha usato dettagliatamente e puntigliosamente le testimonianze raccolte e diffuse dalla stampa quotidiana- continua Nebbia -Per cui la lettura del libro offre quasi la sceneggiatura di un dramma civile che potrebbe diventare un film».
«Il testo di Ortori ha avuto una limitata circolazione – si chiude la nota - ma finalmente sta per essere pubblicato integralmente dalla Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, il più grosso archivio e centro di documentazione di storia ambientale italiana. Perché il libro di Ortori parla di industria, di incidenti, di reazioni popolari, ma soprattutto dell'impatto che le varie produzioni hanno avuto, e continuano ad avere, in una zona che peraltro è (sarebbe) ricca di risorse naturali. Una terra che originariamente è stata baciata da Dio ma che, per la avidità di alcuni e per la miopia di molti, è diventata, come qualcuno ha scritto, "baciata dal diavolo"».
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