Finanza
«Ex polo chimico e tumori, il nesso c’è»
Parlano i medici dell’oncologia: la storia ambientale di Massa-Carrara influisce sull’elevata incidenza della malattia
CARRARA. «Non ci sono dubbi. La storia ambientale del territorio fa presupporre una correlazione fra l’incidenza dei tumori e il vecchio polo chimico industriale». E ancora. «Sapevamo già che a Massa Carrara avevamo un’incidenza molto elevata, fra le più elevate d’Italia per il tumore al polmone e il mesotelioma pleurico. E sapevamo che poteva essere messa in relazione con l’ex polo chimico».
A parlare sono due medici. Due addetti ai lavori. L’ex primario di Oncologia di Massa-Carrara, il dottor Maurizio Cantore e l’attuale (facente funzione ormai da tre anni) primario dello stesso reparto, il dottor Andrea Mambrini .
Mambrini: incidenza dei tumori legata all’esposizione agli inquinanti dell’ex polo chimico». Per il dottor Andrea Mambrini leggere ieri mattina sul nostro giornale i dati dell’incidenza dei tumori nella provincia di Massa-Cararrara è stata la conferma di una situazione vissuta, giornalmente e in prima linea, nel reparto di oncologia dell’ospedale, prima al monoblocco e adesso al Noa.
«Sapevamo già - spiega Mambrini - che l’elevata incidenza di tumore al polmone poteva essere messa in relazione con l’ex polo chimico». Con quanto, cioè, si è respirato nella provincia apuana ai tempi delle grandi industrie. Gli effetti, purtroppo, arrivano dopo anni, o meglio, dopo decenni.
Tempi di latenza della malattia: da 15 a 22 anni. Non c’è un nesso diretto, di causa ed effetto, fra l’esposizione agli inquinanti dell’ex polo chimico e l’insorgenza del tumore al polmone. «I tempi di latenza sono molto lunghi - spiega il dottor Mambrini - Per il mesotelioma pleurico si parla di 20, fino a 22 anni. Per il tumore polmonare di 10, ma anche oltre i 15 anni». Le malattie che si manifestano subito, come conseguenza diretta degli inquinanti industriali, sono quelle acute, come ad esempio l’asma. I tumori hanno tempi di incubazione, o meglio di latenza, molto più lunghi.
«Anche la mortalità è molto elevata». Il dottor Mambrini cerca di fare chiarezza. «Non siamo di fronte a un allarme per quel che riguarda l’incidenza elevata dei tumori a Massa-Carrara, semplicemente perché noi questa situazione la conosciamo e la teniamo da tempo sotto controllo». E il dottor Mambrini aggiunge un altro dato significativo. «Anche la mortalità legata all’incidenza del tumore al polmone è molto elevata - afferma - e oltre alla correlazione con il vecchio polo chimico va anche tenuto conto di un altro fattore, quello del fumo di sigaretta. Anche in questo caso i numeri dei fumatori, soprattutto nella popolazione anziana, sono molto significativi».
Cantore: la storia ambientale della provincia apuana è significativa. È stato per anni il primario di oncologia dell’Asl 1. È stato colui che ha portato, al monoblocco, la musica in corsia e il tè delle cinque per i pazienti oncologici e le loro famiglie. Ma, soprattutto, Maurizio Cantore è il primario che per anni ha avuto il contatto diretto con i pazienti ricoverati nel suo reparto. Anche se, afferma, in questi casi non si può avere il “polso della situazione”. «Per avere i dati completi e reali - spiega il dottor Cantore - bisogna rivolgersi al centro epidemiologico dove tutto viene documentato e dove già da tempo vengono monitorati i casi della provincia relativi all’incidenza dei tumori».
«I numeri, in sè, per quel che invece riguarda il numero dei pazienti, non sono significativi perché, ad esempio, quando io ero primario a massa-Carrara avevamo centinaia di casi di tumore al pancreas, ma semplicemente perché venivano da noi pazienti da tutte le parti d’Italia, non era quindi un dato da mettere in relazione all’incidenza di questa malattia a Massa-Carrara». «Diverso - conclude - il discorso dei tumori polmonari. Sicuramente c’è una storia ambientale significativa che fa presupporre la correlazione fra questa malattia e il vecchio polo chimico».
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