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«Attentato», ma erano due petardi

«Attentato», ma erano due petardi

Paura in via Apuana: per qualche ora si è temuto un atto intimidatorio contro un imprenditore. Ma è solo un gesto stupido

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CARRARA. Prima un boato potentissimo, poi subito dopo un altro. Meno forte, però. Sembravano bombe carta, qualcuno svegliato di soprassalto ha perfino temuto si trattasse di un attentato. Ma in realtà, qualunque chiave di lettura si cerchi, quello che è accaduto ieri mattina tra via Potrignano e via Apuana, a Carrara, è il gesto stupido di qualcuno che voleva provocare un po’ di trambusto. E almeno su Facebook c’è riuscito. Non ha raggiunto il suo intento con le forze dell’ordine, che hanno subito classificato l’episodio come una bravata, anche perché oltre al rumore davvero assordante l’unico danno provocato è una bruciatura su un terreno di un cortile privato. Per questo né il commissariato né i carabinieri si danneranno l’anima più di tanto per scoprire chi è (o chi sono) il colpevole.

Le esplosioni sono avvenute intorno alle 8 del mattino, orario in cui in un giorno di festa molti sono ancora a letto a riposare. Il luogo preso di mira dai botti è un ex deposito di marmo, vicino al santuario delle Grazie. Nessuno ci lavora più da decenni, anche se un anno fa, proprio di questi tempi, era occupato da un centro sociale. Che a metà marzo era stato sgomberato dalla polizia. Ed è l’unico appiglio che si può trovare per spiegare il caos di ieri mattina. Ma chiamarla rivendicazione sarebbe davvero un’esagerazione, eppoi non è detto che questa storia sia legata a quell’operazione che dodici mesi fa aveva impegnato polizia, carabinieri e vigili urbani. Le cinque persone che erano state trovate all'interno dell’ex deposito (avevano passato la notte lì) erano state identificate e portate in commissariato. Il collettivo “Foc al Foc” aveva occupato a gennaio del 2016 e c’era rimasto poco più di due mesi. Lo scopo era quello di creare un centro sociale e uno spazio di ritrovo in una città ormai priva di luoghi di aggregazione: con tanto di apertura ufficiale e di festa alla memoria in un uomo che si era tolto la vita qualche giorno prima lanciandosi dal ponte di Torano. Ma ovviamente non avevano nessun permesso per farlo. E le forze dell’ordine avevano eseguito l’ordine di sgombero.

Adesso queste due esplosioni nel cortile che si trova davanti all’ex deposito di marmo. Una coincidenza, perché non sono cadute esattamente il giorno dell’anniversario del blitz. Resta comunque lo spavento di chi si è svegliato di soprassalto mentre stava riposando. E non ha capito cosa stava succedendo. La voce dell’attentato, contro un ipotetico imprenditore, è andata avanti per un paio di ore. Per poi dissolversi come la polvere dei mortaretti scoppiati alle otto del mattino di un giorno di festa.

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di Redazione Pisa