Proteste
Picchia la moglie incinta: arrestato
Le botte davanti al figlio. Il bimbo si è messo a piangere e ha attirato l’attenzione dei vicini che hanno chiamato la polizia
CARRARA. Nonostante la moglie fosse incinta, e nonostante accanto ci fosse il loro figlioletto di nemmeno sei anni non si è fatto scrupolo di picchiare la donna. Schiaffi, pugni, poi ha perfino tentato di sferrarle un calcio in pancia. Voleva farle del male, voleva umiliarla. Come aveva fatto altre volte, lo testimoniano un pacco di denunce alto così che si trova negli uffici della polizia. Stavolta però sono scattate le manette, vuoi per la gravità delle violenze e vuoi perché si è comportato come un orco davanti agli occhi del figlioletto. Ed è stato lui che piangendo disperato ha fatto capire ai vicini che stava accadendo qualcosa di grave, tanto da spingerli a chiamare le forze dell’ordine.
L’uomo, un trentenne straniero, non è nuovo a episodi del genere. Alza le mani con tutti, ogni pretesto per lui è buono per attaccare briga. L’altra sera probabilmente si sentiva così quando ha iniziato a insultare la compagna. Con una scusa banale, una pietanza che a suo dire non era stata preparata con la giusta attenzione. La donna, anche lei sulla trentina, era stanchissima. Perché oltre a dover sopportare il peso del pancione aveva anche il bambino da accudire. Eppure nonostante la fatica si era messa ai fornelli e aveva preparato un pasto al marito. Che per inciso era sdraiato sul divano, anche perché da tempo non ha un’occupazione stabile. A lui è bastato portare alla bocca il cucchiaio per dare sfogo alla sua rabbia: quel piatto non gli piaceva. Ed è stata una risposta decisa della compagna a farlo alzare di scatto e sferrare un pugno sulla spalla della poveretta. Che tra poco non cadeva in terra con tutta la sedia, perché presa all’improvviso. Nonostante questo l’uomo ha continuato a picchiarla. Mentre il figlio gli urlava di lasciarla stare. Per fortuna il calcio che voleva tirarle sulla pancia non è riuscito a darlo, perché distratto dal piccino che tentava di aprire la porta di casa per correre sul pianerottolo. Così si è fermato.
Il trambusto che arrivava da quell’appartamento però ha attirato lo stesso l’attenzione dei vicini, che hanno chiamato le forze dell’ordine. Gli agenti della volante hanno portato la vittima all’ospedale. Lei ha voluto con sé anche il figlio. Ed è stata accontentata. L’aguzzino è rimasto da solo in casa, con un poliziotto che lo ha tenuto d’occhio fino a che non sono arrivati altri colleghi a verbalizzare l’accaduto. Il fascicolo è finito immediatamente in procura e la squadra anti bruto, visti anche i precedenti di quel tizio, ha deciso che era meglio chiedere l’arresto in carcere. Lo ha fatto il sostituto procuratore Roberta Moramarco. E il gip ha accolto la richiesta. Ieri mattina la polizia è andata a prenderlo a domicilio. Con l’ordinanza. Mentre la moglie rimane in una struttura protetta, insieme al suo bimbo. In attesa di partorire. Lontano da quell’incubo.
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