Sicurezza
L’agorà della salute, tra stanziamenti e servizi ai pazienti
Una riflessione sul futuro delle strutture e delle loro criticità Vallelonga: «In Lunigiana una rete di assoluta rilevanza»
PONTREMOLI. Una riflessione sul nostro territorio, su come è organizzato il servizio sanitario in Lunigiana e soprattutto cosa ci aspetta per quanto concerne il futuro del mondo della salute. Sono stati questi i punti centrali dell'incontro dal titolo "Verso l'agorà della salute...". che si è tenuto venerdì pomeriggio nelle stanze del teatro della Rosa di Pontremoli organizzato dalla Società della salute della Lunigiana. Un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza, finalizzato all'apertura di un confronto diretto con i rappresentanti istituzionali, i responsabili dei servizi Asl/SdS Lunigiana e i rappresentanti del terzo settore e del comitato di partecipazione, per discutere insieme e trovare le criticità ed i punti di forza del territorio e dei servizi socio - sanitari. Ma che cos'è l'agorà della salute? Si tratta di un istituto di partecipazione previsto dallo statuto della SdS insieme al comitato di partecipazione e alla consulta del terzo settore che mira a favorire la partecipazione dei cittadini attraverso uno scambio diretto di esigenze, opinioni e critiche. Quello di venerdì è stato il primo di una serie di incontri che si terranno nei diversi Comuni lunigianesi e che troverà il suo punto di arrivo nella "Giornata dell'agorà della salute", prevista per il mese di giugno. Ed un primo quadro dello stato di salute della sanità lunigianese lo ha offerto la direttrice della SdS Lunigiana, Rosanna Vallelonga, che ha evidenziato come in Lunigiana e a Pontremoli nello specifico ci sia «una rete di servizi di assoluta importanza. Questo significa che negli anni politica e operatori sanitari hanno lavorato bene con la giusta sinergia». Questo, ovviamente, non vuol dire che non ci siano problemi o difficoltà a partire da uno dei dati salienti della Lunigiana ovvero il continuo calo demografico e l'invecchiamento medio della popolazione. Un dato che implica una maggiore attenzione agli anziani «ma è importante offrire risposte adeguate anche ai bisogni dei giovani».
La Vallelonga ha offerto poi alcuni numeri sull'impegno sanitario a Pontremoli con interventi di poco inferiore al milione e mezzo di euro nel 2015 (657 mila nel sociale 785 mila nel sanitario) di cui una larga fetta, circa la metà, è riservata agli anziani (341 mila euro spesa sociale 475 mila euro spesa sanitaria). Numeri che trovano conferma nel bilancio complessivo della Sds della Lunigiana nello stesso anno con un impegno complessivo di oltre 11 milioni di euro (4 milioni e 746 mila nel sociale e 6 milioni e 862 mila nel sanitario, con 653 utenti interessati) di cui circa sei milioni coprono i servizi per gli anziani (2.235.875 euro nel sociale 3.793.372 nella spesa sanitaria, con 205 utenti). Altri capitoli importanti di spesa: i servizi legati agli handicap (666 mila euro nel sociale e 630 mila nel sanitario), psichiatria (con un impegno economico quasi esclusivamente nel sanitario 1 milione e 843 mila euro contro i 750 euro del sociale, 235 utenti), minori e famiglie (794 mila euro nel sociale 6 mila nel sanitario, con 578 utenti). Ma qual è il futuro della sanità che la SdS vuole disegnare per la Lunigiana? La Vallelonga lo ha declinato in alcune azioni chiave a partire dal mantenimento dei servizi e dei percorsi assistenziali. Pensare poi di attivare percorsi di medicina di iniziativa (ovvero un contatto da parte del medico nei confronti dei pazienti per programmare accertamenti e controlli), avviare l'Acot (agenzia per la continuità ospedale territorio) per facilitare il passaggio tra l'assistenza ospedaliera e quella territoriale, puntare sulla telemedicina e migliorare il servizio delle cure palliative e del fine vita. In precedenza la platea, non troppo numerosa a dire il vero, era stata accolta dai saluti della padrona di casa, la sindaca Lucia Baracchini e del presidente della SdS Riccardo Varese. è stato poi Amedeo Baldi, coordinatore sanitario della SdS Lunigiana, ad offrire qualche numero sulla situazione sanitaria in Lunigiana che sono gli elementi necessari «per cercare di indirizzare il servizio verso i bisogni più urgenti della popolazione».
Tra le notizie non certo positive c'è da segnalare per la Lunigiana il più alto tasso di mortalità (dati del 2011) nella "Aslona" (ovvero la zona Asl nord ovest che oltre alla Lunigiana comprende i settori di Massa Carrara, Lucca, Versilia, Pisa e Livorno) per il tumore al seno. Alto, anche se in diminuzione, il tasso di morti di malattie cardiovascolari soprattutto tra gli uomini come del resto è preoccupante il dato dei tumori alla tiroide. Da segnalare i tempi, sopra la media regionale, per quanto concerne l'evasione delle prestazioni specialistiche, anche se bisogna rilevare che si tratta di un un numero di utenze molte alte (circa 150 mila prestazioni specialistiche complessive in un anno) di cui la metà vengono fornite a Pontremoli. A seguire Daniele Ghelfi, del coordinatore dei servizi sociali Lunigiana, ha ricordato i vari servizi sociali presenti sul territorio. A seguire le istanze del territorio in cui ogni rappresentante ha elencato ricchezze e difficoltà del proprio servizio sociale sociale e sanitario e del rapporto di colloborazione e continuità con il territorio. (r.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
