Sicurezza
«Bisogna anche andare via per trovare le commesse»
Bedini (Cna): «Difficile trovare impiego sotto casa: prendere i furgoni e partire» Plaude e incoraggia alla ripresa della nautica, ma l’edilizia è in profondo rosso
MASSA. Racconta di una realtà dove le piccole imprese sono scomparse dalla sera alla mattina, come inghiottite da un buco nel terreno. E però vede anche una certa voglia di rischiare, Paolo Bedini, presidente Cna Massa Carrara, di piccoli imprenditori che vogliono ancora metterci il coraggio e provare a tirare giù a forza di braccia e idee quel 16,6% di tasso di disoccupazione fino a cifre più ragionevoli.
Vi preoccupa quel dato?
«Come avete messo in luce quel dato disegna una tendenza piuttosto che fotografare una realtà. Sono cose che chi sta sul territorio sa e combatte da tempo. Trovo che sia più interessante guardare ai singoli settori, alle differenze che si registrano tra l’uno e l’altro».
C’è chi sta peggio e chi sta meglio, d’accordo. Chi e per quali motivi?
«Se ne sono dette tante però la nautica è un settore che conosce una forte espansione. Negli anni è stata altalenante, certo, ma ultimamente il trend sembra positivo. Certo, si dice che il problema è che non ci siano più spazi in Versilia e le azienda si spostino qui per forza di cose. Ma bisogna andare a vedere i capannoni, come si sono riempiti anche quelli dei grossi costruttori».
Sta avendo delle ricadute occupazionali?
«Ecco, qui c’è un piccolo problema. Spesso chi riceve una commessa non può permettersi i tempi lunghi di certi altri settori e in più ha bisogno di alta specializzazione. Ed ecco che molti degli impiegati in questo settore vengono da fuori. C’è ad esempio un’azienda che produce velieri che ha occupato moltissimi spagnoli».
Qui non c’è la manodopera adeguata?
«C’è bisogno di competenze precise e questi anni di crisi non hanno dato la necessaria continuità ai lavoratori che stanno sul posto. Con questo non voglio dire che non si possa recuperare, ma servono investimenti».
Chi è che sta male invece?
«L’edilizia, purtroppo è in un vortice tremendo. Sempre più aziende crollano, c’è poco lavoro e pochi soldi».
Colpa di qualcuno?
«Beh il ritardo sul regolamento urbanistico non sta facendo un favore alle imprese di sicuro. Il piano politico deve capire che si deve dare una smossa, non può paralizzare la città in eterno».
L’edilizia è spacciata?
«No, questo no. Ma è in seria difficoltà. Pochi giovani voglio lavorarci, i lavori pesanti sono sempre meno appetibili per loro. D’altro canto, con un mercato del lavoro del genere, bisogna anche capire che è necessario ampliare il proprio territorio di riferimento. Chi vuole lavorare deve prendere il furgone e andare anche fuori provincia, a Lucca o altrove, il lavoro sotto casa per adesso è difficile averlo. Speriamo che cambi, ma intanto serve questo cambio di mentalità».
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