La manifestazione
«Rational, ora siamo pronti a tutto»
Luisa Pietrini, Fiom Cgil: «La richiesta di fallimento è scattata per una cifra quasi ridicola. Ci dicano cosa c'è dietro»
MASSA. Mercoledì 22 alle ore 9 dalla Rational, in via Catagnina, partirà con un corteo una grande mobilitazione dei lavoratori: forme e modalità nei dettagli saranno decise nel corso dell'assemblea pubblica di lunedì pomeriggio, in programma alle 17 in fabbrica, a cui sindacati e Rsu richiamano forze politiche e la cittadinanza intera, ma soprattutto il sindaco di Massa Alessandro Volpi e il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, consiglieri e parlamentari. Ormai è passata una settimana da quando i lavoratori hanno ricevuto la notizia dell'istanza di fallimento e sono entrati in presidio; in questi giorni hanno ottenuto risposte politiche importanti, come un tavolo in Regione la prossima settimana ed un documento unitario del consiglio comunale di Massa, oltre al sostegno di molti colleghi.
Alla vertenza Rational si sono uniti i rappresentanti di Sanac, altra azienda del territorio sana, ma a rischio chiusura, dell'indotto del Nuovo Pignone, del Nuovo Pignone e degli ex operai Eaton. E poi stanno seguendo quotidianamente la vicenda ed hanno espresso pieno appoggio i comitati cittadini che lottano contro Gaia e il caro acqua, il partito dei Carc, i ragazzi della Casa Rossa Occupata sempre presenti allo stabilimento. I ventiquattro dipendenti Rational non sono soli ma ribadiscono di "non voler delegare nessuno, ma di voler essere protagonisti". Come a dire che la politica deve muoversi e in fretta, riprendersi il ruolo e le responsabilità che le spettano, ma loro porteranno avanti la lotta parallelamente.
Lo sottolinea ancora una volta Luisa Pietrini, segretario Fiom Cgil Massa Carrara: «Tante volte abbiamo fatto manifestazioni ed assemblee, intrapreso percorsi istituzionali, ma non faremo gli errori del passato; questa volta non consegneremo la vertenza Rational alla politica, ma vogliamo ottenere risultati in sinergia». «Dobbiamo dire basta e riprenderci questo lavoro, riprenderci quello che è nostro», urla Rinaldo Valenti ai suoi colleghi mentre li aggiorna sulle prossime mosse da giocare; «la lotta continuerà perché non la daremo vinta alle banche e ai loro giochi di affari». A fianco a lui, la Rsu Renzo Valenti, 64 anni a fine mese, 43 di lavoro e pochi mesi rimasti per andare in pensione, ma «non ci andrò finché questa questione non sarà risolta, questa è la mia personale terza lotta operaia: nel 1975 la mia prima battaglia in una tenda, sempre di fronte a Rational, poi ho combattuto contro la crisi del '93. E lo striscione rosso che ora è affisso fuori dai cancelli, avrà una ventina d'anni: l'ho portato con me a manifestazioni a Firenze, Roma e c'era per gli ex Eaton». Ieri mattina in fabbrica c'erano anche Andrea Bordigoni Rsu Sanac, Franco Menchetti dell'indotto del Nuovo Pignone, la segretaria Fiom Pietrini, con Nicola Del Vecchio per la Cgil Massa Carrara e Daniele Del Freo, Filctem Cgil.
«Quella di Rational è una vertenza diversa da tutte le altre: ha fatto indignare la cifra quasi ridicola per cui la banca ha presentato richiesta di fallimento, se si pensa che la banca ha anche un'ipoteca sul capannone del valore stimato di 2,5 milioni di euro, quindi ha garanzie. Non vogliamo solo pacche sulle spalle, ci dicano cosa c'è dietro tutto questo», ha detto ancora la Pietrini.
«Dobbiamo chiamare le forze politiche che hanno voglia di lottare contro la banca e se non avranno il coraggio di farlo, allora lo faremo noi. La politica deve tornare a comandare la finanza: andiamo contro il sistema, riprendiamoci il lavoro e le fabbriche», ha aggiunto Menchetti.
«Mi ha colpito la richiesta di questi lavoratori che vogliono continuare a lavorare» dichiara anche la consigliera Luana Mencarelli del M5S che aggiunge: «il concordato prevedeva che questo capannone venisse venduto per far fronte agli adempimenti, ma con la crisi non ci sono state offerte che potessero permettere la copertura totale dell'esposizione dell'azienda. In questa brutta storia c'entra qualcosa la speculazione immobiliare? Una cosa è certa: dovremmo insorgere tutti perché la continua perdita di posti di lavoro si riverbera su chiunque di noi», conclude Mencarelli.
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