Attenzione
Arturo Dazzi, la bella mostra al Cap
Carrara, al Centro Arti Plastiche sull'importante rassegna dedicata ad Arturo Dazzi, l'artista carrarese, scultore e pittore.
CARRARA. Su il sipario al Centro Arti Plastiche sull'importante mostra dedicata ad Arturo Dazzi, l'artista carrarese, scultore e pittore. Resterà aperta fino al 30 aprile. «Una mostra molto attesa-conferma l'assessora Giovanna Bernardini-anche per via dell'enorme successo riscosso a Roma e che porta con sé più di 90 opere dell'artista: contemplando tutti i soggetti di Dazzi, dai ritratti ai paesaggi, agli animali, alla natura morta». «La mostra rispetto all'allestimento romano vanta 30 opere in più, grazie a collezioni private raccolte a Carrara e in Versilia- prosegue Giovanna Bernardini particolarmente orgogliosa del successo sottolineato dalla numerosa affluenza di spettatori presenti all'inaugurazione- con questa mostra si mettono in evidenza 3 città: Carrara dove è nato, Roma dove ha lavorato per molti anni e Forte dei Marmi dove scelse di vivere, che hanno rappresentato molto nella storia di Arturo Dazzi e questo museo si è rivelata la sede più adatta perché le opere hanno trovato spazi che le sanno valorizzare al meglio, anche grazie a questo allestimento così essenziale ma molto curato».
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«Un percorso che nasce quando il 16 ottobre 2016 per i 50 anni dalla morte dell'artista-spiega Matteo Raffaelli di Fondazione Villa Bertelli- quando Fondazione Villa Bertelli, che cura dal 2013 il Fondo Dazzi con la collezione di opere donata dalla vedova di Arturo Dazzi al Comune di Forte dei Marmi, decise di organizzare una mostra coinvolgendo anche Roma: città in cui si trovano i monumenti più importanti di Dazzi come la Stele a Marconi, il grande obelisco dell'Eur o la statua del Cardinal De Luca al Palazzaccio».
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Iniziativa a cui l'Amministrazione di Carrara volle fortemente aderire. E parole di ringraziamento arrivano anche dall'assessora di Forte dei Marmi Giuliana Cecchi che si dice particolarmente contenta di questo connubio tra le 2 Amministrazioni:«Abbiamo una bella storia con Dazzi» racconta l'assessora che rende merito ad Anna Laghi di essere la maggiore conoscitrice di Arturo Dazzi, la quale ha progettato la mostra avvalendosi di Elisabetta Mattugini nella realizzazione dell'allestimento. «Io avevo inventato un percorso-illustra la Laghi- a Roma e Elisabetta, seguendo le indicazioni e un ordine cronologico, ha saputo riadattarlo in modo straordinario: ci sono 6 sezioni, più una sezione nel corridoio sulle collezioni private per far comprendere il legame con Carrara» spiega la professoressa che si non tralascia di sottolineare come nella prima stanza, enorme si trovino le prime opere dell'artista oscillanti tra realismo e simbolismo e opere come "Sogno di bimba" del 1926 e i ritratti del 1922, successive:«Dove il realismo si stempera secondo una forma di idealizzazione attraverso l'ingenuità dei bambini o degli animali» continua a spiegare la Laghi indicando e facendo riferimento al celebre Cavallino, la cui copia si trova in piazza Matteotti, presente qui nell'originale in gesso.
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