Il Tirreno

Il palloncino di pace vola da Quercia alla Corsica

di Gianluca Uberti
Il palloncino di pace vola da Quercia alla Corsica

Il messaggio di un bambino lunigianese ha percorso chilometri sopra il mare È atterrato nel giardino della signora Bernadette che ha ringraziato il parroco

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. Pensate a un palloncino colorato che attraversa il mare. E ora immaginate che questo palloncino parta da Quercia di Aulla per finire la sua corsa in un giardino di una casa in Corsica, in Francia. Un palloncino con attaccato un messaggio di pace scritto da un bambino lunigianese, che viene rinvenuto da una signora di nome Bernadette, la quale scrive al parroco di Quercia, don Roberto Turini. Sorpresa, stupita ed emozionata per tutta la strada fatta dal palloncino, forse ripercorrerà la strada all'inverso per riportare quel messaggio a Quercia, da dove è partito il 6 gennaio scorso durante la kermesse incentrata su quella che era la calza più lunga del mondo, che scende per ben 25 metri dal campanile della chiesa del borgo di Quercia da 28 anni. Sembra una favola, forse anche un po' la è, ma tutto questo è accaduto realmente. C'è stato un palloncino che ha attraversato il mar Tirreno ed è giunto indenne in Corsica, dove si è lentamente affievolito per adagiarsi in un giardino dove mani gentili lo hanno raccolto per leggere il messaggio che portava con sé. Poteva essere ignorato e gettato nella spazzatura, invece la signora Bernadette ne ha letto il messaggio e visto che c'era l'indirizzo della parrocchia di Quercia, ha deciso di scrivere al parroco don Roberto Turini una lettera in un italiano zoppicante ma comprensibile. «Una lettera - spiega il parroco di Quercia - in cui la signora ci ringrazia per il dono involontario che le abbiamo fatto, da cui emergono tutto il suo stupore e la sua felicità. Ora cercheremo di fare venire qui la signora, magari in occasione della prossima edizione della calza più lunga del mondo. Non sarà facile perché questo è, in assoluto, il palloncino che si è spinto più lontano, avendo superato il mare per arrivare in una terra straniera. In passato, infatti, i palloncini che erano arrivati più lontano, avevano raggiunto Firenze e l'Emilia Romagna, ma cercheremo di avere come nostra ospite questa signora francese» conclude don Roberto, infaticabile animatore di iniziative di pace in un momento in cui il mondo sembra affondare sotto il peso del terrorismo più violento e fanatico. Da due anni, infatti, fa portare ai bambini le proprie armi giocattolo, fucili e pistole di plastica, a Quercia per fargliele poi distruggere a martellate, per veicolare un messaggio contro violenze e guerre. Un adulto che sa ancora vedere con gli occhi di un bambino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa