Il dolore
Cava Fornace, comitato e grillini all’attacco
Oppositori rinvigoriti dall’inchiesta su Cisma, che conferisce amianto a Montignoso I “no cava”: le fibre nell’aria sono troppo pericolose, vanno eliminate del tutto
MONTIGNOSO. Si salda a tenaglia l’azione del Comitato e del Movimento 5 stelle, da sempre oppositori della discarica a Cava Fornace. A creare l’occasione per questo fuoco incrociato sono le recenti rilevazioni Arpat, con un ping pong sui dati tra la direzione e il Comitato No Cava; dall’altra parte l’inchiesta della Procura di Catania sulla Cisma Ambiente, la ditta di rifiuti che ha conferito amianto nella discarica montignosina e finita sotto i riflettori per traffico di rifiuti e danno ambientale.
Partiamo dal Comitato dei cittadini. «Ci corre l'obbligo di precisare che sulla relazione conclusiva dell'attività di controllo Aia 2016 si rileva che "non sono state rispettate le percentuali prescritte in autorizzazione, nel rapporto tra rifiuti inerti e rifiuti speciali e amianto, rispettivamente 70% e 30%". Il gestore della discarica, nei giorni scorsi, ha affermato che tale rapporto percentualistico è decennale, non così per Arpat che tutti gli anni, dal 2013 al 2015, ha proceduto ad inviare informativa all'autorità giudiziaria, chiara testimonianza che i calcoli sui conferimenti devono essere fatti annualmente e non come sostiene Programma ambiente Apuane, per propria opportuna convenienza, in sostanza, allo scadere dell' autorizzazione ovvero dopo dieci anni».
Sotto accusa anche la presenza di fibre di amianto aereodisperse: «La pericolosità di queste fibre è talmente alta e assoluta che l'unico valore accettabile è zero. Vogliamo anche evidenziare il fatto che i controlli Arpat sono sempre concordati con il gestore i rapporti che ne conseguono evidenziano sempre delle irregolarità».
All’attacco anche i 5 stelle, in particolare sul rapporto tra ditte di rifiuti e conferimenti alla discarica di Montignoso. «Dopo la maxi inchiesta sui fanghi, silenziata dal PD regionale, la Toscana torna in causa nell'ennesima indagine che lega mafia e traffico di rifiuti» dichiara Enrico Cantone, consigliere regionale M5S.
«L'inchiesta della Procura di Catania sulle attività della Cisma Ambiente - ricondotta dagli inquirenti a personaggi della cosca Santapaola-Ercolano - conferiva infatti rifiuti speciali anche nella nostra Regione. Se è certo l'amianto della Cisma Ambiente in quella Cava Fornace di Montignoso resta legittimo il dubbio che questa azienda abbia lasciato in Toscana anche altro e altrove»conclude Cantone.
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