La manifestazione
161 messaggi di solidarietà «Dai ragazzi, non mollate»
È stata aperta l’urna con gli attestati di stima ai militari finiti sotto inchiesta Uno degli organizzatori del presidio: «La procura non cerchi il clamore»
PALLERONE. Tanta solidarietà verso l'Arma dei carabinieri, inviti a non mollare firmati da anziani, commercianti, ex militari e, persino, intere famiglie. E uno di questi messaggi era scritto con la calligrafia incerta e tenera di un bambino, che rivolgeva un incitamento ai militari: «Per i carabinieri in divisa viva». Una testimonianza sentita e semplice, che solo il cuore di un bambino può esternare. Messaggi raccolti nella scorsa mattinata di sabato ad Aulla durante la manifestazione di solidarietà all'Arma dei carabinieri, alcuni dei quali, in Lunigiana, sono indagati nell'ambito dell'indagine sui presunti soprusi patiti da persone, un cittadino marocchino e una prostituta, fermate e poi portate in caserma, dove sarebbero state picchiate e, persino, violentate: almeno questa è l'ipotesi su cui sta lavorando la procura di Massa.
Raccolti dentro un'urna di cartone, potevano essere firmati o anonimi. Ben 161 ne sono stati messi assieme e nel tardo pomeriggio di mercoledì l'urna che li conteneva è stata aperta da due degli organizzatori della manifestazione di sabato scorso, il carrozziere Claudio Giorgi e Mauro Simonini, gestore del Charlie Bar alla Ragnaia di Aulla. L'apertura è avvenuta nella carrozzeria di Giorgi a Pallerone e ha permesso di toccare con mano la profonda fiducia che tanta gente nutre verso l'Arma, dalla quale sale una richiesta di sicurezza che nessuno si può permettere di sottovalutare. «Credo che sia importante sostenere con la propria presenza coloro ai quali ricorriamo per ogni problema (grande o piccolo) di sicurezza...e loro ci sono sempre», recitava un messaggio, mentre un altro era ancora più eloquente: «Togliamo ogni forma di difesa alle forze dell'ordine, armi, difesa personale, ecc...tanto se le adoperano vengono indagati...e allora a che cosa servono? La ragione è sempre dei ladri, delinquenti, spacciatori. Nonostante tutto voi andate avanti per garantirci sicurezza. Forza ragazzi, non mollate!». Non mancavano anche critiche all'operato della magistratura e qualche messaggio sopra le righe, in particolare verso politici e stranieri, ma dai messaggi, la stragrande maggioranza dei quali molto civili, quello che emerge con più chiarezza è una richiesta di maggiore sicurezza.
Eccone altri: «L'Arma dei carabinieri è il nostro orgoglio, quei ragazzi con la divisa che ci tutelano e ci proteggono andrebbero a loro volta difesi da uno Stato che sembra averli abbandonati». Oppure: «E' giusto punire chi ha sbagliato, ma deve essere punito anche chi commette reati, perché non è possibile che dopo un giorno vengono rilasciati perché sono tutelati. Io sto con i nostri carabinieri». Ma c'è anche chi riprende il tradizionale motto dei carabinieri parafrasandolo: «Usi obbedir tacendo, ma quando è troppo non si può tacere». Ora gli organizzatori della manifestazione cercheranno di fare arrivare i messaggi direttamente nelle mani dei carabinieri e Claudio Giorgi affida alla propria pagina Facebook il seguente post: «Questo è il mio ultimo intervento sul tema, anche perché già sento "fiatelle" sul collo di gente molto più acculturata di me, pronta a distruggere quel poco che ho fatto di positivo. Ma non è un problema. Se ci sarà bisogno spero arrivino altri sostenitori popolari e apolitici, sicuramente più bravi di me. La magistratura deve continuare a fare il suo lavoro, punire i colpevoli se ci saranno, senza ricerca di clamore alcuno».
Gianluca Uberti
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