Il Tirreno

«Amianto sotto ai valori limite»

«Amianto sotto ai valori limite»

Dopo la relazione Arpat, il direttore di ex Cava Fornace replica sui numeri

2 MINUTI DI LETTURA





MONTIGNOSO. La relazione Arpat sulla discarica di ex cava Fornace non smette di fare discutere. L’accuse principale è di aver superatole percentuali prescritte nei rapporti tra rifiuti inerti e rifiuti contenenti amianto previsti in autorizzazione, rispettivamente in 70% e 30%.

Il Movimento 5 stelle chiede la chiusura della discarica e arriva la replica di Gianpaolo Nadalini, direttore tecnico di Programma Ambiente Apuane per la discarica di Montignoso. «Relativamente al presunto mancato rispetto della prescrizione inerente il rapporto 30/70, vista l’assenza di alcuna indicazione temporale in merito, si evince che la suddetta prescrizione si deve intendere da rispettare alla conclusione dei 10 anni di validità dell’Aia stessa».

E cita dalla relazione stessa: «Il quantitativo di rifiuti inerti conferiti in discarica deve essere pari al 70% in peso del quantitativo totale dei rifiuti conferiti»

E aggiunge: «I valori di amianto in fibre libere, rilevate da Arpat con tecnica SAM, risultano pari a 0,1 fibre per litro di aria, nella zona adiacente l’area di scarico, e pari a inferiore a 0,1 fibre per litro nelle aree uffici e pesa sono: inferiori di 10 volte i limiti indicati da Oms sull’esposizione per l’intera vita della popolazione e inferiori di 1.000 volte il valore limite previsto per l’esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto.

E conclude sulla presenza di triclorometano nei piezometri 5 e 1 che « appare evidente anche ai profani, leggendo la relazione, che la presenza di questo contaminante non può essere attribuita all’attività della discarica».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa