Sicurezza
«Amianto sotto ai valori limite»
Dopo la relazione Arpat, il direttore di ex Cava Fornace replica sui numeri
MONTIGNOSO. La relazione Arpat sulla discarica di ex cava Fornace non smette di fare discutere. L’accuse principale è di aver superatole percentuali prescritte nei rapporti tra rifiuti inerti e rifiuti contenenti amianto previsti in autorizzazione, rispettivamente in 70% e 30%.
Il Movimento 5 stelle chiede la chiusura della discarica e arriva la replica di Gianpaolo Nadalini, direttore tecnico di Programma Ambiente Apuane per la discarica di Montignoso. «Relativamente al presunto mancato rispetto della prescrizione inerente il rapporto 30/70, vista l’assenza di alcuna indicazione temporale in merito, si evince che la suddetta prescrizione si deve intendere da rispettare alla conclusione dei 10 anni di validità dell’Aia stessa».
E cita dalla relazione stessa: «Il quantitativo di rifiuti inerti conferiti in discarica deve essere pari al 70% in peso del quantitativo totale dei rifiuti conferiti»
E aggiunge: «I valori di amianto in fibre libere, rilevate da Arpat con tecnica SAM, risultano pari a 0,1 fibre per litro di aria, nella zona adiacente l’area di scarico, e pari a inferiore a 0,1 fibre per litro nelle aree uffici e pesa sono: inferiori di 10 volte i limiti indicati da Oms sull’esposizione per l’intera vita della popolazione e inferiori di 1.000 volte il valore limite previsto per l’esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto.
E conclude sulla presenza di triclorometano nei piezometri 5 e 1 che « appare evidente anche ai profani, leggendo la relazione, che la presenza di questo contaminante non può essere attribuita all’attività della discarica».
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