Finanza
Abusi alla figlia della compagna Sette anni a un quarantenne
L’uomo era stato arrestato il giorno di Natale alla stazione di Massa Gli agenti apuani avevano messo fine a una fuga iniziata mesi prima a Genova
MASSA. È stato condannato a sette anni di carcere un genovese di 40 anni accusato di avere abusato per mesi della figliastra di appena 7 anni. L’uomo era stato arrestato a dicembre a Massa dov’era scappato dopo che la compagna, mamma della bimba, lo aveva scoperto mentre molestava la piccola. La donna aveva chiamato subito la polizia che lo aveva poi rintracciato nella nostra città. Gli abusi per l’accusa sono andati avanti per mesi, quando la mamma della piccola era fuori casa: non rapporti completi ma attenzioni morbose e molestie pesanti. Il pm Giuseppe Longo aveva chiesto la condanna a 7 anni e 4 mesi.
Era il giorno di Natale quando erano scattate le manette ai suoi polsi. La polizia di tutta la Liguria lo stava cercando da tempo. Sapendo di avere il fiato sul collo il quarantenne aveva preferito cambiare aria, prima nel nord Italia poi all’estero per poi far ritorno a Milano e spostarsi successivamente a Massa, dove aveva appoggi sui quali contare per la sua fuga. Ma appena sceso da treno aveva incrociato due agenti delle volanti, impegnati nei consuenti controlli. I poliziotti lo hanno notato in piazza IV Novembre a poca distanza dai passeggeri appena scesi da un treno in transito. Lui, vedendo l’auto arrivargli incontro, ha fatto cenno di cambiare strada.Un goffo tentativo di fuga terminato quando quelli della volante lo hanno raggiunto a piedi pochi metri dopo. Non c’è voluto molto per capire perche avesse cercato di darsi svicolare nelle strade intorno allo scalo ferroviario: le prime risposte agli agenti sono arrivate dalla ricerca fatta nei database attraverso i tablet in uso alla polizia. E da lì è saltata fuori l’ordinanza della procura genovese emessa per gli abusi sessuali su minorenni, preceduta tra l’altro da una sfilza di reati fra truffa, aggressioni ed estorsioni.
Da quel momento è finito in cella. E con il rito abbreviato si è trovato davanti al gup Massimo Cusatti. Il suo legale ha provato a fargli ottenere le attenuanti, ma non è riuscito nell’intento. Anche perché la piccola per quelle sue attenzioni si trova in un profondo stato di choc e viene seguita da uno psicologo. Il giudice ha praticamente accolto le richieste del pubblico ministero. Comunque per la bambina un incubo che per lo meno può iniziare a finire.
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