Promidea scende in difesa dei piccoli negozi
Una campagna di cartelli in vetrina nel cuore di Aulla per tenere accese le luci e alzate le serrande
AULLA. «Per attirare l'attenzione dei politici, dei media sul problema dei centri cittadini che stanno diventando luoghi spettrali, perché i negozi stanno chiudendo uno a uno, abbiamo affisso dei cartelli di protesta nel centro di Aulla, quale esemplare eclatante di questo problema che sta affliggendo molte città italiane». Questa iniziativa nel centro di Aulla - scrive in una nota l’associazione Promidea - sarà la prima di molte altre, perché è intollerabile che nessuno affronti questo problema. «Le vie, le piazze del centro di Aulla sono piene di serrande abbassate, le attività rimaste fanno fatica ad andare avanti, perché di gente in giro ce n'è poca. Se non ci saranno più le luci accese delle botteghe i centri cittadini diventeranno luoghi tristi dove non andrà più nessuno, anche le case perderanno valore, ma nessuno degli addetti ai lavori si occupa di questo problema- si legge nella nota di Promidea - La città di Aulla è sempre stato il centro della Lunigiana, dai comuni limitrofi sono sempre venute molte persone a far acquisti, ma ora non si ferma più nessuno. La gente preferisce andare nei vicini centri commerciali e soprattutto il centro si è svuotato di attività. I modelli commerciali in essere non reggono più, molti Enti come la Camera di Commercio si stanno accorpando con altre provincie per cui non potrà più essere un punto di riferimento per le aziende locali come prima, le Associazioni di categoria e altre Istituzioni per sopravvivere stanno facendo lo stesso». «In Lunigiana hanno già chiuso o stanno chiudendo i recapiti di molte Enti e aziende di servizi, creando non pochi problemi agli utenti; sempre di più per avere informazioni o svolgere pratiche bisogna chiamare i call center, i quali rispondono da chissà dove e sono impossibilitati a capire le esigenze delle persone soprattutto di chi non è più giovane- continua la nota - Carrara e Massa sono lontane non solo chilometricamente, infatti nei tavoli che contano i problemi della Lunigiana sono sempre più ignorati. Pertanto bisogna trovare nuove formule, per non trasformare i centri città dei dormitori sempre più desolati. Nella nostra provincia - chiude Promidea - ci sono tantissimi disoccupati che non sanno come fare per sopravvivere, siamo convinti che se queste persone venissero aiutate ad aprire attività in proprio, ci sarebbero solo risvolti positivi. Per questo vogliamo sollecitare gli addetti ai lavori a trovare soluzioni per sostenere i piccoli commercianti e artigiani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google