Il Tirreno

«Cartellonistica non conforme al codice»

«Cartellonistica non conforme al codice»

L’annuncio del vicesindaco in commissione: «Spetta alla Master controllare gli illeciti»

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MASSA. Circa l'80% della cartellonistica pubblicitaria, presente sul territorio di competenza del comune di Massa, appare non conforme al codice della strada: a svelarlo, riserbandosi un piccolo margine di errore, è stato il vicesindaco e assessore al Traffico e Mobilità Uilian Berti, durante una commissione Lavori pubblici, convocata per discutere del nuovo regolamento degli impianti pubblicitari. «Una materia di grande impatto- spiega Berti- che purtroppo negli anni ha preso corpo da sola». Che buona parte della pubblicità presente per le strade di Massa non rispetti il codice della strada è abbastanza palese: «Pali piantati nel mezzo dei marciapiedi- interviene il consigliere Fabrizio Brizzi (Arancioni)-; cartelli che coprono i segnali stradali, segnaletiche di ogni colore, tipologia e grandezza, che spuntano da dietro gli alberi, o sulle rotatorie. Insomma, una jungla». Un censimento dell'impiantistica privata e di quella pubblica a Massa non c'è e, probabilmente, non ci sarà: «Per uno studio di questo tipo- dice Berti- occorrerebbero molti soldi, ci vorrebbe un bando e l'affidamento di un progetto lungo e laborioso. Il nuovo regolamento degli impianti disciplina, in maniera generale, un settore che oggi viola anche le leggi più semplici, o lo stesso codice della strada. Quando verrà reso operativo- conclude Berti- l'80% della cartellonistica massese verrà rivista e rimodulata». Il presidente della commissione Lavori Pubblici Simone Ortori (Articolo Primo) ha posto al vicesindaco molte domande sul nuovo regolamento, che però non hanno trovato risposte: l'atto, infatti, non disciplina la materia nello specifico, non dice, ad esempio, quanti cartelli pubblicitari possano vedersi sul Lungomare e quanti sul viale Roma; non impone che nel centro storico le insegne siano consone ai palazzi antichi circostanti; non pone un freno alle "vele" sei metri per tre, che impattano alla fine di viale Repubblica. «Le insegne dei negozi- spiega Ortori- rappresentano parte della qualità urbana dei centri storici e delle città». «Purtroppo questi sono piani specifici- risponde Berti- che il regolamento non tocca. Si potrà decidere insieme in futuro dove intervenire e dove investire un po' di risorse, a seconda di quello che interessa di più. Ci sono, però, molte convenzioni ancora in essere che non ci permettono, ad esempio, di affidare la pubblicità sulle pensiline degli autobus ad altre società. Tutta la cartellonistica pubblica è gestita attraverso una convenzione che prima era di Massa Servizi e adesso è direttamente passata a Master. La Master, in ogni caso, ha il compito di controllare eventuali abusivismi ed illeciti sulla cartellonistica privata della città».

Manuela D'Angelo

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