Sicurezza
«Io, palpeggiata dai borseggiatori»
Il racconto di una studentessa di Carrara arrivata a Pisa per la tradizione dei 100 giorni all’esame di maturità
PISA. Anche lei aveva seguito la tradizione. Una carezza alla lucertola per sperare in un 100 a 100 giorni dalla maturità. «Invece me li sono trovati addosso, le mani da tutte le parti. Nel mirino, almeno all’inizio, c’era finito il mio giubbotto, ma poi mi hanno assalito. Mi hanno toccata dappertutto. Dove devo fare la denuncia?».
Tribunale di Pisa. Laura (nome di fantasia) al tribunale di Pisa l’hanno accompagnata i compagni di classe. È arrivata ieri in piazza dei Miracoli con un treno da Carrara. Studenti maturandi. Né lei né i suoi amici sanno di aver sbagliato strada. Nelle aule di giustizia la sua storia ci arriverà solo se qualcuno riuscirà mai ad identificare i suoi aggressori e a portarli ad un processo.
«No, signorina, deve andare in questura o al comando dei carabinieri», dice una guardia. «L’accompagno io», si fa avanti un militare appena uscito da un’aula di giustizia.
Il fatto è che Laura ieri mattina è stata presa di mira da un gruppo di borseggiatori.
«A me hanno rubato un cellulare - racconta uno dei compagni di liceo -Ci sono saltati addosso, lo avevo in mano, mi è caduto e non ho fatto in tempo a riprenderlo. Ma a Laura hanno fatto di peggio». Succede tutto in pochi secondi. Gli studenti sono in quattro, tre ragazzi e Laura.
«C’era una calca incredibile, non abbiamo capito bene chi fossero, sappiamo solo che erano stranieri, li abbiamo sentiti parlare mentre ci erano addosso».
Tutti si sono sentiti sfiorare, toccare, «ma per me è stata una sensazione orribile - dice lei mentre le riaffiorano le lacrime agli occhi - Mi hanno preso il giubbotto di pelle che tenevo al braccio, ma è sembrato un pretesto, tanto che non appena si sono accertati non ci fosse né portafogli né cellulare l’hanno rigettato a terra e pochi metri dopo l’ho ritrovato».
Gli studenti carraresi non sanno dare una descrizione precisa dei borseggiatori. «È stato tutto troppo improvviso - dice uno dei quattro - E dopo pochi minuti il mio cellulare era già staccato».
Insomma, quella che doveva essere solo una giornata di festa, un rito a 100 giorni dall’esame di maturità, si è trasformato in un incubo.
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