Il Tirreno

«Al monte non sarà mai più come prima»

di Alessandra Vivoli
«Al monte non sarà mai più come prima»

La visita di Rossi: controlli, verifiche di staticità e ricchezza meglio distribuita Il procuratore: non si può fare il proprio interesse a scapito degli altri

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CARRARA. «Alle cave non si può andare avanti come è stato fatto fino a oggi. Le ultime morti al monte hanno smosso le coscienze. È necessaria una svolta, graduale questo sì, ma capace, veramente, di cambiare le cose. Lo faremo attraverso un’attività preventiva e repressiva: senza queste due componenti finisce tutto in inutili chiacchiere. E invece abbiamo cominciato sei mesi fa e non ci siamo mai fermati».

È un Enrico Rossi dal piglio fermo e deciso quello che, nell’ufficio del procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro, alla presenza dei procuratori di Genova, Lucca e Firenze, insieme al prefetto di Massa-Carrara e ai vertici del comando Regione carabinieri forestale Toscana. Ed è proprio Aldo Giubilaro a fare un affondo preciso: «Non sono più i tempi in cui qualcuno può realizzare i propri interessi a scapito di tutti gli altri».

«Alle cave controlli come mai sono stati fatti prima». Il procuratore Aldo Giubilaro ha introdotto l’incontro spiegando che: «non si tratta della firma di un protocollo ma piuttosto dell’illustrazione della strategia dal punto di vista sia della sicurezza che, nel caso di specie per cui siamo qui oggi, ambientale».

A scendere nel dettaglio è stato proprio il presidente Rossi. «Attueremo al monte una serie di controlli come mai è stato fatto prima, sia per la sicurezza che sotto il profilo ambientale. Purtroppo esiste una forbice fra l’evoluzione tecnologica dei macchinari e la sicurezza. Per quel che riguarda l’ambiente bisogna trovare il modo per far chiudere il cerchio dell’economia delle cave: insomma non è possibile che la marmettola venga dispersa nei piazzali, nei fiumi e che gli scarti della produzione siano al 75%. Dobbiamo studiare altri utilizzi, quelli che consentiranno maggiore sostenibilità ambientale e anche importanti ricadute occupazionali».

«Abbiamo bisogno - ha continuato Rossi - di fare in modo autonomo la valutazione di quanto materiale viene asportato dai bacini marmiferi. E vogliamo avere una stima nostra, fatta cava per cava. Siamo convinti che se ci fosse il recupero di almeno una parte di quel 75% che viene considerato di scarto si potrebbe limitare l’asporto e renderlo più sostenibile».

Ravaneti e assetto idrogeologico sotto osservazione. Il presidente Rossi ha annunciato l’esito di una importante verifica, uno dei primi risultati del protocollo ambientale siglato nel gennaio scorso.

«Grazie a un sistema satellitare - ha dichiarato - abbiamo effettuato nuna verifica della staticità delle cave, ed è stato evidenziato un livello buono. Adesso stiamo controllando i ravaneti». «Andiamo avanti, non ci fermiamo - ha continuato dovremo verificare tutto l’assetto idrogeologico al monte: il vecchio è saltato, faremo delle ordinanze, amministrative e penali. Per non andare sott’acqua a valle va monitorato il monte».

«La ricchezza delle cave deve essere meglio distribuita». È un passaggio preciso quello del presidente Rossi. E molto significativo.

«L’obiettivo che ci siamo prefissati è quello di alzare la compatibilità e la qualità ambientale legata al mondo delle cave. Ma anche il lavoro, la sicurezza e una distribuzione della ricchezza che deve essere meglio distribuita, perché deve esserci un giusto equilibrio fra la distribuzione della ricchezza e un impatto ambientale sostenibile». Insomma un chiaro monito agli imprenditori: «La strada non sarà breve - ha concluso con ottimismo Rossi - ossi - ma sono convinto che alla fine gli stessi imprenditori saranno orgogliosi di questa svolta alle cave che comporterà una maggiore distribuzione della ricchezza».

In procura 20 nuovi addetti. Lo aveva già anticipato nei mesi scorsi e lo ha ribadito ieri in conferenza stampa: per dare una mano alle procure nel maxi lavoro di verifica e controlli al monte sono previsti 24 nuovi addetti, a Massa ne sono già arrivati sei (in totale ne arriveranno 20). Quattro nuovi addetti hanno già potenziato, invece, la procura di Lucca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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