Il Tirreno

le aquile di diamante

Noi, che da mezzo secolo stiamo dietro al bancone

Noi, che da mezzo secolo stiamo dietro al bancone

CARRARA. Sono macellai, ortofruttai, assicuratori, tabaccai, gioiellieri, baristi: tutti con oltre 25, 40, 50 anni di duro lavoro alle spalle, in bottega. Alcuni di loro sono giunti alla terza, a...

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CARRARA. Sono macellai, ortofruttai, assicuratori, tabaccai, gioiellieri, baristi: tutti con oltre 25, 40, 50 anni di duro lavoro alle spalle, in bottega. Alcuni di loro sono giunti alla terza, a volte addirittura alla quinta generazione, con attività nate a inizio del secolo scorso. Molti di loro si sono fatti aiutare da famigliari ma c'è anche chi è stato dietro il banco da solo. Tra loro spiccano le quattro aquile di diamante, motivo d'orgoglio dei commercianti della provincia, che hanno lavorato per più di 50 anni in negozio e che nonostante l'età proseguono a stare dietro il banco.

Sono Giuseppe Barbieri, Vittorio Fruzzetti, Rita Rosa Guastini e Maria Tenerani. Il signor Giuseppe Barbieri, classe 1926, è stato uno dei primi tabaccai di Carrara. Racconta Giuseppe che suo nonno e suo padre avevano a Carrara, in via Roma un negozio di alimentari, "di commestibili" dice, e che nel 1923 suo padre e suo nonno la trasformano in tabaccheria. «Io già quando avevo 6 anni mi divertivo ad andare in negozio da mio padre, durante l'orario più tranquillo, quando arrivava meno gente, salivo su uno sgabellino dietro il banco e servivo i clienti. Poi alla fine degli anni 80 ho venduto l'attività, che ora si chiama Tabaccheria Pappagallo».

Vittorio Fruzzetti è nato nel 1921 e il suo negozio di calzature, dove lui, alla veneranda età di 96 anni ancora lavora da solo, come racconta lui stesso, nasce in realtà al Fuori di Porta nel 1918, dove adesso c'è la farmacia e solo successivamente si trasferì in via Santa Maria dove si trova ancora adesso e dove lui entrò a lavorare nel 1944. Anche Rita Rosa Guastini ha meritato l'aquila di diamante per la sua attività iniziata da prima degli anni '60, in Lunigiana, nel Comune di Aulla. La signora Maria Tenerani, che aveva già vinto l'aquila d'oro, compirà 90 anni il prossimo 18 giugno e non ha nessuna intenzione di chiudere il suo alimentari di Miseglia, nato più di 70 anni fa, nel 1940: «Non sono ancora stufa, sono ancora dietro il banco, da sola- e poi aggiunge-con questa crisi ci vuole tutto il mio coraggio».

Una crisi spietata dunque che non risparmia nessuno: dai veterani alle giovani leve e di cui qualcuno prova a dare una ricetta, come Roberto Cattaneo, aquila d'argento, che commercia dal 1981 biancheria per la casa a Carrara: «Ci sono stati dei grandi cambiamenti, una volta esisteva il negoziante di fiducia che rappresentava il punto di riferimento per il cliente, per esempio a Carrara in via Roma c'erano i ragazzi, c'era la gelateria, la pizzeria, i negozi brulicavano di gente, oggi invece, con l'arrivo di questi outlet, costruiti lontano dal centro, nelle periferie, i negozi si sono svuotati e sono stati costretti a chiudere e se osserviamo bene-continua Cattaneo-questi supermercati non hanno fatto altro che riprodurre artificialmente il centro del paese che esisteva una volta. E oggi quindi-conclude Cattaneo-se vuole sopravvivere il negozio deve specializzarsi, deve diventare un negozio di nicchia».f.v.

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