Il dolore
Dal karate alla scienza Quanto talento nelle donne di Carrara
Il riconoscimento delle Pari Opportunità a chi si è distinto A consegnare i premi l’assessore Bernardini e Bandoni
CARRARA. Dallo sport alla fisica, dal volontariato al commercio, dalla medicina alla difesa dei valori umani, senza dimenticare l'arte e la letteratura. Sono queste in sintesi le motivazioni delle dieci nomination del premio "Carrara celebra le sue donne".
Un premio speciale che ogni anno assessorato e commissione alle Pari opportunità del comune, assegnano alle donne carraresi (e non) che si sono distinte per lavoro, creatività o generosità. Dieci le donne premiate ieri mattina in una gremita sala di rappresentanza. A far gli onori di casa l'assessore di riferimento, Giovanna Bernardini, e il presidente della commissione alle Pari opportunità, Alessandro Bandoni. Ma veniamo alla premiazione.
Nella sala si respirava profumo d'orgoglio, quello di chi ha saputo distinguersi e sfruttare le proprie potenzialità, ma anche l'orgoglio dei famigliari e degli amici presenti, accorsi molto numerosi per seguire la premiazione. Tra le prime a ricevere la targa di riconoscimento, le giovani sportive della squadra di karate dell'Atletic club Carrara, che si sono distinte «per i risultati raggiunti con impegno e sacrificio a livello regionale e nazionale, in uno sport a lungo considerato maschile».
Emozionata la titolare della pasticcera Caflish di via Roma, la signora Trudi Flutsch che parlando dello stallo commerciale di questi tempi si è augurata «di poter lavorare ancora per molti anni».
Molte le giovani "promesse" che hanno ricevuto i riconoscimento.
A cominciare dalle sorelle Ilaria e Alice Tonazzini, entrambe ricercatrici scientifiche. La prima si occupa di applicazione delle nanotecnologie nelle neuroscienze, vale a dire il sistema nervoso; la seconda che lavora a Losanna in Svizzera (non ha potuto partecipare perché impegnata in un congresso internazionale), invece, si occupa di biorobotica, in particolare della progettazione del filo a rigidezza variabile, impiegato in vari campi tra cui quello sanitario.
Chiude il cerchio delle ricercatrici Monica Vatteroni, giovane madre che opera nel campo dei sensori ottici (quelli dei dispositivi cellulari), e dei biomarcatori, sistemi simili a quelli usati per misurare la glicemia.
E giovane è anche Giulia Marcucci, docente di lingua e letteratura russa all'Università di Siena, brillante interprete di opere letterarie russe ma anche scrittrice, definita da Bernardini «una donna che ha guadagnato il suo posto senza scorciatoie».
Passando ad argomenti più umanitari, troviamo Martina Bianchi che ha ottenuto il riconoscimento per "l'attività di studio e ricerca sulla costituzione e i diritti, e per l'opera a sostegno della causa delle donne kurde".
Si potrebbe dire che vale il doppio (per l'impegno sociale) il premio a Fiammetta Coppini, colei che ha creato la mensa dei poveri alla Santissima Annunziata di via Bassagrande, e che non contenta di sfamare i poveri ha creato una cooperativa sociale per cercare di dare un lavoro agli utenti della mensa. Una triste realtà se pensiamo che in maggioranza gli utenti sono nostri concittadini, così ha spiegato la donna.
«Oltre al pane - ha detto Coppini - queste persone hanno bisogno di ritrovare la dignità sociale».
Quindi è stata la volta di Alba Arena autrice del volume "Barbarie silenziose", un medico impegnato nella lotta contro la violenza sulle donne che ha spiegato come la violenza sia insidiata nella quotidianità. A cominciare da frasi che lei definisce "orribili" come dire "una donna con gli attributi", retaggio di una società patriarcale che ancora sussiste.
A livello artistico il riconoscimento è andato alla giovane scultrice di originali terrecotte Arianna Cordiviola, collaboratrice del progetto "Studi aperti", atteso in programma per il 3 e 4 giugno prossimi.
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