Il dolore
Bocciati in differenziata Ma decolla il porta a porta
La città maglia nera in Toscana. Volpi: stiamo recuperando
MASSA. Primi per la disoccupazione, ultimi nella raccolta differenziata dei rifiuti. Non si sa se c’è una correlazione, ma è un dato che Massa è il fanalino di coda in Toscana non solo per quanto riguarda il tasso di occupazione con un allarmante 16,6%, ma è anche tra i comuni maglia nera per quanto riguarda le “buone pratiche” nello smaltimento dei rifiuti. Anche se, sulla differenziata, la città sta colmando il gap. I dati relativi al 2015 dicono che a Massa la raccolta differenziata si ferma al 32,2% Ultimo posto fra i principali centri della regione. A Lucca, per dire, il capoluogo toscano più “ecologico”, raggiunge il 77,5%; Viareggio tocca il 54,3%; Pisa e Pistoia sono al 43%, centri più piccoli fanno ancora di più: Empoli è un incredibile 92,7; Cascina al 79,8%. Massa viene battuta anche da Carrara, che tocca il 39% di differenziata.
Le rilevazioni, va detto, riguardano il 2015, secondo stime Asmiu, nel corso del 2016 la percentuale dovrebbe essere salita di un paio di punti percentuali. Ma è ancora troppo poco. Anche se, in compenso, i costi a carico del Comune, calcolati per una famiglia media di 4 persone che vivono in una casa di 100 metri quadrati, sono fra i più bassi: 380 euro annui (a Carrara si paga di più: 434 euro, ma nella virtuosa Lucca la tariffa scende a 340 euro).
«Nel 2013 il programma dell'attuale sindaco prevedeva un “veloce sviluppo della raccolta differenziata a partire dall'umido", cosa che in realtà proprio nei primi quattro anni non è stata fatta e tutte le promesse sono venute meno», accusa Stefano Benedetti, consigliere comunale di Forza Italia. E, in effetti, l’allargamento del porta a porta, che oggi raggiunge circa 17mila utenze (concentrate nella zona di Romagnano e via Carducci), ha subito ripetuti ritardi in questi ultimi anni.
«Proprio stamani – annuncia però il sindaco Alessandro Volpi – inizia la consegna dei kit per il porta a porta nel centro città. Stiamo colmando il gap e raggiungere gli obiettivi fissati dalla Regione (il 70% di differenziata entro il 2020) è di sicuro alla nostra portata». Le tariffe di Massa, aggiunge il primo cittadino, «sono nella fascia di quelle più basse; con il risanamento del Cermec e con l’estensione del porta a porta, ci saranno ulteriori risparmi. Anche nelle bollette a carico dei cittadini».
Il porta a porta nel centro storico (Ztl e aree vicine) partirà il 27 marzo e coinvolgerà 5mila persone circa. E sarà a suo modo rivoluzionario: ci saranno, infatti, anche le isole ecologiche mobili: cassonetti piazzati in punti strategici che compariranno solo in giorni e orari prestabiliti.
La campagna informativa per spiegare ai cittadini le novità è partita, il costo dell’operazione è valutato sui 200mila euro. «A piccoli passi raggiungiamo grandi traguardi. Nelle zone servite dal porta a porta, la differenziata è all’80% circa, stiamo lavorando bene», aveva detto l’amministratore unico di Asmiu Federico Orlandi, nel lanciare l’operazione “Fuori della porta”. Forse, questi piccoli passi dovrebbero essere un po’ più veloci.
Claudio Figaia
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