Il Tirreno

I beni estimati arrivano in Parlamento

di Alessandra Vivoli
I beni estimati arrivano in Parlamento

Interrogazione targata Cinque Stelle: basta immobilismo. De Pasquale: il marmo ora è un problema non una risorsa

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Cave, la questione dei beni estimati (le cave di proprietà privata contemplate nei mappali dei bacini marmiferi apuni) approda in Parlamento. E ci arriva grazie a una interrogazione dei parlamentari del Movimento Cinque Stelle: le senatrici apuane Laura Bottici e Sara Paglini hanno parlato di questo, importante, passo avanti nella vicenda marmo carrarese ieri mattina in una conferenza stampa convocata insieme al candidato sindaco Francesco De Pasquale che, forse per la prima volta, ha parlato con la grinta del candidato sindaco e non ha lesinato critiche all’immobilismo della amministrazione attuale per tutto quello che attiene la questione marmo. Con un affondo diretto agli industriali del lapideo: «Si lamentano di essere malvisti dalla città, ma come si fa, oggi, a dire che il marmo sia una risorsa e non un problema per la città?»

L’interrogazione parlamentare sui beni estimati. Una interrogazione a risposta scritta che, a firma dei parlamentari Cinque Stelle, raggiunge i Ministri per la coesione territoriale, dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Viene ricostruita, in maniera articolata, la attuale situazione delle cave: «il Comune di Carrara attualmente amministra le cave di marmo presenti nel territorio comunale sotto due distinte tipologie: gli agri marmiferi ed i beni estimati. Relativamente agli agri marmiferi il Comune percepisce il contributo regionale e un canone di concessione, mentre per i beni estimati il Comune percepisce soltanto il contributo regionale, in quanto questi beni sono considerati alla stregua di proprietà privata. Su 82 cave attive- si legge nella interrogazione - otto sono interamente bene estimato, 45 sono in percentuale varia bene estimato e agro marmifero, e soltanto 29 sono interamente agro marmifero (cioè di proprietà comunale)».

E poi -dopo i passaggi relativi alle recenti pronunce sulla questione (dalla Corte costituzionale all’Antitrust, arrivano alcune precise domande ai ministri e in particolare:«Quali iniziative intendano assumere, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di attivarsi presso le amministrazioni competenti affinché queste si pronuncino sui motivi che giustificano ancora oggi il permanere della distinzione nel regolamento comunale del 1994, relativamente alla proprietà, tra agri marmiferi e beni estimati sul totale delle cave di marmo insistenti sui territori dei Comuni di Massa e Carrara. Quali iniziative intendano assumere, nei limiti delle proprie attribuzioni, per farsi promotori dell'intervento legislativo auspicato dall'AGCM al fine di ricondurre i beni estimati all'interno del patrimonio indisponibile del Comune». E, infine: «Se, per risolvere le criticità e i dubbi interpretativi della complessa vicenda descritta, intendano attivarsi con iniziative di competenza per acquisire un parere dal Consiglio di Stato».

Le senatrici del Movimento 5 Stelle: amministrazione immobile sulla questione del lapideo. «Si tratta di una materia complessa quella che attiene marmo e beni estimati, ma non è concepibile che si continui a ragionare come nel 1700: è necessario fare chiarezza e capire se il Comune sia colpevole e vittima della stessa vicenda e se invece possa costituirsi parte lesa». E proprio per fare chiarezza sulla materia è stato affidato - agli inizi del mese di febbraio - l’incarico a un professionista di bari: «perchè quelli locali sono troppo coinvolti o hanno legami con il territorio».

De Pasquale:il marmo oggi è un problema, non una risorsa. «La questione beni estimati, i ravaneti, il rischio idrogeologico, le frane, e la sicurezza sul lavoro. Senza dimenticare il traffico pesante, le polveri e episodi come quello della perdita di lastre da un camion in transito avvenuto nei giorni scorsi alla rotonda di Turigliano: questo elenco è significativo di come il marmo oggi rappresenti più un problema che una risorsa per la comunità. Noi vogliamo invertire questo dato e dare una scossa all’immobilismo che fino ad oggi ha caratterizzato l’azione del Comune. Basti pensare che nell’ultimo consiglio hanno votato la decadenza di una concessione che dal 1999 è arrivata nell’assise comunale nel 2017». «Per quel poi che riguarda il regolamento degli agri marmiferi noi abbiamo presentato un centinaio di emendamenti e ci aspetteremo di discuterli. La nuova bozza - conclude- fa un passo avanti rispetto alla precedente stesura ma resta ancora assolutamente insufficiente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web