Il Tirreno

Bagno Irene, eternit non in sicurezza

Il Comune ordina di transennare i big bag con l’amianto: sono un pericolo

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MASSA. Quei sacchi pieni di spezzoni di lastre in fibrocemento di amianto, sono pericolosi. Contengono una sostanza, l’amianto, appunto, altamente cancerogena. Bisogna dunque metterli in sicurezza e transennare tutta la zona. Con un’ordinanza firmata dal dirigente del Comune Fabio Mercadante, palazzo civico apre un altro capitolo della vicenda dei rifiuti emersi dalle sabbie del bagno Irene a Poveromo. La determina dirigenziale ordina a Vadim Fedotov, l’imprenditore russo presidente e rappresentante legale della società bagno Irene Srl. e a Silvano Gozzani, committente del piano di lavoro, di delimitare e transennare l’area interessata dall’intervento di rimozione dei materiali contenenti amianto, compresi i passi carrabili e pedonali, utilizzando reti rosse di recinzione e altre modalità per impedire l’accesso a persone estranee.

Il provvedimento è stato preso in seguito al sopralluogo effettuato giovedì scorso dai tecnici del servizio Ambiente del Comune. Un controllo che ha accertato che l’area in cui sono stati lasciati i big bags pieni di eternit “risulta facilmente accessibile e che, pertanto, quei sacchi potrebbero essere danneggiati da atti vandalici”.

In altre parole, secondo quanto accertato dal Comune, l’amianto è stato sì smaltito e messo in sicurezza da una ditta specializzata (la Red Sas di Elena Ronconi) e comunicato al Comune (il piano di lavoro è stato protocollato il 6 marzo scorso), ma la zona in cui è stato lasciato non è per nulla sicura.

D’altra parte, si evince ancora dall’ordinanza, il materiale non può, per adesso, essere portato in discarica in quanto potrebbero rendersi necessari accertamenti sulla natura e la consistenza delle lastre contenenti amianto da parte degli organi di controllo. In particolare dell’Arpat, a cui palazzo civico ha chiesto un intervento subito dopo il sopralluogo.

Insomma, anche il Comune vuole vederci chiaro sul ritrovamento delle lastre di fibrocemento al bagno Irene. La questione del rischio di contaminazione per coloro che hanno frequentato il bagno (ma da quanto tempo l’amianto fosse lì e dove di preciso fosse sepolto non è ancora stato chiarito) si intreccia ai danneggiamenti alle dune mediterranee che sorgevano nell’area del bagno Irene e ai dubbi sulle autorizzazioni ai non meglio precisati progetti di trasformazione dello stabilimento balneare. Un puzzle non ancora ricomposto.

Claudio Figaia

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