Il Tirreno

Notti da paura al Distretto

di Cinzia Chiappini
Notti da paura al Distretto

I problemi strutturali dell’edificio creano disagi a pazienti e dipendenti

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MASSA. Il distretto di via Bassa Tambura, la notte, si trasforma in una sorta di labirinto, privo di qualsiasi sistema di sorveglianza: senza videosorveglianza nè vigilantes, chiunque può entrare nell’edificio mentre in pochi riescono a uscire anche perchè nella struttura si nascondono vere e proprie "trappole" pericolose sia per i pazienti sia per il personale.

E' il quadro che emerge dai racconti di alcuni dipendenti della struttura e di qualche paziente protagonista suo malgrado di brutte disavventure.

I problemi riguardano soprattutto gli orari notturni: dalle 20 gli accessi principali della struttura, quello affacciato su via Bassa Tambura e quello di via Palestro, dotato di pedana per le carrozzelle, chiudono con un sistema automatizzato che impedisce la possibilità di riaprire i cancelli fino alle 6.30 del giorno successivo. Questo significa che negli orari notturni, si accede solo dall'ingresso di via Isonzo, attraverso il parcheggio riservato alle auto di servizio.

Seguendo il percorso obbligato di un cittadino che si rivolge al Distretto nelle ore notturne, entrando da via Isonzo si attraversa per prima cosa il cancello automatico: il sistema è sprovvisto di impianto di videosorveglianza e così, chi apre dall'interno, non avendo la visuale sull'ingresso, non ha idea di chi stia accedendo alla struttura. Non solo. L'automatismo del cancello funziona solo in apertura, quindi per far uscire i pazienti, il personale è costretto ad affacciarsi dalla scala anticendio situata lontano dagli ambulatori e affacciata su via Isonzo.

Dopo aver attraversato un cortile dal selciato particolarmente sconnesso, si arriva davanti all'ingresso "notturno" del Distretto. Per accedere alla porta si deve salire una piccola rampa di scale che rappresenta di fatto una barriera architettonica insormontabile per chiunque abbia problemi anche non gravi di deambulazione.

Non a caso, qualche tempo fa, di notte, davanti a un paziente incapace di salire le scale a causa dei dolori provocati da una colica renale, un medico è stato costretto a praticare un'iniezione di antidolorifico nel parcheggio, tra un'auto e l'altra. Ma questo è solo uno dei tanti episodi innescati dai problemi strutturali del distretto. E'successo perfino che un altro paziente, entrato con le sue gambe, sia stato costretto a uscire in barella, per di più in mezzo a mille difficoltà: questa persona, è caduta proprio sulla porta di ingresso del Distretto a causa di uno scalino "fuori standard", che ha un'alzata pari circa al doppio di uno scalino normale. Il paziente è caduto sul pianerottolo ed è poi rovinato sulla rampa interna, andando a sbattere contro i distributori automatici posti al piano inferiore. E qui la vicenda sfocia nell'assurdo perchè viste le ferite riportate da questa persona si è reso necessario il trasferimento immediato al Pronto Soccorso: peccato che all'arrivo dell'ambulanza gli operatori non siano riusciti a far passare la barella e siano stati costretti a portare a braccia l’infortunato.

Uscire dal Distretto, la notte, non è facile nemmeno per chi per sua fortuna riesce a farlo sulle proprie gambe: un paziente cardiopatico, dopo la visita presso la guardia medica, si è addirittura perso per le stanze per lo più buie dell'edificio, salvo poi ripresentarsi dopo qualche decina di minuti, in evidente stato di agitazione, dal medico che è stato ovviamente ricoperto di lamentele. Un'altra cittadina, anziana, visitata intorno alle 5 del mattino e subito "dimessa" è stata costretta ad attendere un'ora e mezzo all'interno della struttura: la donna non riusciva a scendere la rampa di scale esterna e non essendoci personale a disposizione che potesse aiutarla, è stata obbligata ad aspettare l'apertura degli ingressi diurni.

I problemi però non riguardano solo i pazienti. Il personale, oltre a prodigarsi per colmare i disagi strutturali dell'edificio, ne subisce sulla propria pelle le conseguenze, anche in termini di sicurezza.

Il caso più eclatante è quello di un medico costretto a barricarsi nottetempo in un ambulatori per sottrarsi alle minacce di un paziente.

L’uomo si è rivolto al distretto la prima volta un mese fa, intorno alla mezzanotte, chiedendo una ricetta per l’acquisto di un paio di farmaci usati anche dai tossicodipendenti e davanti al rifiuto della guardia medica, dopo aver protestato presso la vicina caserma dei carabinieri, se n’è andato. Una decina di giorni fa l’uomo è tornato in via Bassa Tambura, sempre di notte, e per caso si è trovato davanti lo stesso medico che gli aveva rifiutato la prescrizione. Ne è scoppiata una bagarre con il professionista minacciato a suon di stampelle e costretto a rinchiudersi dentro l’ambulatorio. Barricato nella stanza il medico ha chiamato le forze dell’ordine, che nel giro di una mezz’ora, forse una delle più lunghe nella vita del professionista visto che il “paziente” fuori della porta, lo minacciava imprecando - sono intervenuti a riportare la calma al Distretto. Almeno fino alla prossima incursione notturna. Sì perchè viste le condizioni di cancelli, porte e scale, e non essendo presente alcun sistema di videosorveglianza, come dice il gestore di un bar della zona, c’è da rallegrarsi quando il personale esce sano e salvo dal turno di notte.

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