Il Tirreno

Macchia (Wwf): negli anni Novanta ci fu uno scempio

«Ci vorranno venti-trent’anni perchè la vegetazione delle dune costiere danneggiate torni come prima. Le condizioni climatiche in cui vive la flora di queste dune, sono difficilissime e l’intervento...

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«Ci vorranno venti-trent’anni perchè la vegetazione delle dune costiere danneggiate torni come prima. Le condizioni climatiche in cui vive la flora di queste dune, sono difficilissime e l’intervento dell’uomo, come il taglio ad albero di quelli che dovrebbero essere cespugli, rende ancora più difficile la sopravvivenza di questo habitat. Sarà una cosa da appassionati e irriducibili amanti della natura, ma il danno da questo punto di vista è notevole». Così il professor Ugo Macchiali, responsabile delle oasi costiere del Wwf Alta Toscana, autore di diversi studi e ricerche sulle dune mediterranee.

«Negli anni Novanta – dice ancora Macchia –sul litorale massese sono stati fatti interventi indiscriminati o perlomeno poco consapevoli sulla vegetazione autoctona delle spiagge, tant’è che l’ultimo reperto di duna costiera è o era quello del bagno Irene».

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