Proteste
Scattina: sul marmo giunta pavida
L’attacco del consigliere sulle caducazioni in ritardo di 18 anni
CARRARA. «Nell'ultimo Consiglio comunale del 27 febbraio la Giunta di Carrara ha portato all'approvazione la "Dichiarazione di decadenza dei diritti sulla concessione di agri marmiferi comunali: basta leggerne l'inizio per restare sconcertati e per essere presi da dubbi e sospetti politicamente preoccupanti»: lo scrive il consigliere indipendente Giuseppe Scattina, sottolineando che «giunta e maggioranza, con questo documento, confermano quanto hanno dichiarato la Corte Costituzionale e l'Autorità antitrust ovvero che l'amministrazione comunale è del tutto manchevole rispetto al dovere di riordinare il comparto degli agri marmiferi». Secondo Scattina « il problema delle concessioni e dei controlli non è mai stato affrontato seriamente da nessuna delle amministrazioni che si sono succedute alla guida della città; non solo tutte hanno evitato accuratamente di affrontare, al di là delle chiacchiere propagandistiche, la questione dei beni estimati, ma non hanno mai neanche fatto rispettare questo articolo 14, che pure avevano approvato ed era di loro incontestabile diritto».
Il consigliere di minoranza sottolinea che «decidendo oggi la caducazione di Agri Marmiferi riguardanti oltre mille mappali catastali, con 18 anni di ritardo rispetto all'ultima proroga della giunta Segnanini, che è del 1999, la giunta Zubbani, al governo da dieci anni, conferma la sua inefficienza e vacuità e il suo vergognoso tentativo di propaganda elettorale. Come mai - si chiede Scattina - dal '94 ad oggi, non è stato fatto niente in tal senso, da nessuna amministrazione? E come mai l'attuale amministrazione con la sua maggioranza se ne esce solo ora, a tre mesi dalla sua fine, chiedendo al Consiglio comunale di approvare la caducazione di agri probabilmente non più lavorati da chissà quanto, di concessionari nati anche nel 1897 o comunque ultracentenari? Sicuramente, precipitando nella comicità involontaria, Giunta e maggioranza con questa "Dichiarazione", dopo anni di inerzia e di subordinazione alle logiche e agli interessi degli escavatori, si illudono di poter dare l'impressione di avere fatto qualcosa a favore della collettività».
Il consigliere indipendente mette in guardia i cittadini: « è solo fumo negli occhi; tentativo di dirottare l'attenzione dei cittadini dalle questioni più importanti: che la maggior parte delle cave non ha la concessione e che, sui beni estimati, gli attuali amministratori, sono riusciti, rimandando ogni impegno di mese in mese a non assumersi nessuna responsabilità, per pavidità e per non disturbare gli industriali del marmo. Hanno preteso di togliere le castagna dal fuoco con lo zampino del gatto, prima attendendo una legge ad hoc, da parte della Regione, poi rimandando ogni iniziativa in attesa dei pareri della Corte costituzionale e dell'Autorità antitrust, infine sperando in una futura legge del governo».
Alla luce questa ricostruzione, Scattina conclude che «in questo modo, ignavi, non hanno mai toccato o messo in dubbio gli interessi dei padroni delle cave e i loro lauti profitti. La pavidità e l'inutilità sono state le caratteristiche di questa amministrazione e con questa "Dichiarazione" arrivata all'ultimo momento, nella loro pochezza, se le sono anche autocertificate».
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