Il dolore
Raid di vandali, sfregiato antico portale
Almeno una decina le scritte con la vernice nera e con le bombolette spray verde sugli edifici storici del centro
CARRARA. La vernice nera che imbratta l'interno del portale dell'ex Cappella dell'Annunziata dello scultore Conte Giovanni Baratta del XVIII secolo, in via Rossi, è il simbolo degli atti di vandalismo che sono avvenuti nel centro storico nella notte tra martedì e mercoledì e che sono solo gli ultimi di una lunga lista.
Nella notte qualcuno ha pensato bene di utilizzare della vernice nera e una bomboletta spray verde per imbrattare alcune strade del centro storico colpendo "a caso" facciate di palazzi storici. Forse non rendendosi conto, o forse sì, che la vernice ha ricoperto parti della storia del centro storico della città che in ogni angolo racchiude, come uno scrigno, la storia millenaria della città. «Questa non è arte e non è provocazione ma uno sfregio al nostro centro storico», afferma Andrea Fusani, storico dell'arte e titolare del locale Fuoriporta che poi si sofferma sul portale: «Fortunatamente la vernice non è stata gettata sul marmo ma forse chi l'ha usata non sapeva che stava colpendo l'ingresso di un antica cappella privata che aveva un accesso sulla strada pubblica e che purtroppo già versa in una condizione vergognosa».
La storia della città passa nel centro storico e passa dai suoi palazzi che sono rimasti intatti nel corso dei secoli: «Il nostro centro storico non ha subito modifiche - prosegue Fusani - Tutta la parte del Settecento non è stata sventrata. E' un tesoro unico, ricco di arte. Il vero rischio è che ogni atto vandalico distrugga qualche pezzo della nostra storia».
I vandali hanno imbrattato decine di facciate nel centro storico e non è avvenuto tutto l'altra notte; il raid si è sommato al risultato di mesi, se non anni, di scritte e graffiti, che va ribadito non hanno nulla a che fare con arte di strada, che si stanno accumulando come in una periferia in stato di degrado. «Siamo di fronte ad atti vandalici, non provocazioni culturali - spiega Corrado Lattanzi, architetto e profondo conoscitore dell'architettura del centro storico - Vogliamo sostenere che Carrara è un luogo degradato in cui ci sono forme di arte tipiche delle periferie abbandonate? Se fosse così si potrebbe ragionare ma non è vero: il centro di Carrara magari socialmente è degradato ma architettonicamente e artisticamente no».
Il concreto rischio però è di non essere di fronte ad un semplice atto di vandalismo ma ad una situazione delicata che va avanti da mesi come in parte testimonia Cristian Storto che nel centro storico ha il suo negozio: «Gli atti dell'altra notte sono evidenti perché sono stati fatti con la vernice verde e perché hanno colpito un antico portale ma vi garantisco che qui ogni giorno spuntano graffiti nuovi. E' insostenibile. Ogni angolo del centro storico è imbrattato».
In effetti girando nelle strade del centro storico sono decine i graffiti sulle facciate molti dei quali sono semplici scritte oppure sigle che non hanno alcunché di artistico ma anzi sono qualcosa di molto simile a ciò che si può vedere nelle periferie delle grandi città. Ma negli ultimi mesi non ci sarebbero stati solo graffiti ma anche "scherzi" più o meno pesanti: dalla colla nelle serrature, a citofoni incendiati. E il timore che dietro tutto questo ci sia un mix fatto di "noia" e problemi sociali che porterebbero giovani e addirittura giovanissimi a trascorrere così i loro pomeriggi e le loro serate. I controlli - raccontano i residenti - di carabinieri e polizia ci sono e sono intensi in tutte le ore del giorno e della notte ma per contrastare questi atti di vandalismo o impedire scherzi di pessimo gusto ci vogliono forme di controllo diverse.
Per ora dal comando di Polizia Municipale fanno sapere che visioneranno i filmati delle telecamere del centro storico, che sono tutte regolarmente funzionanti, alla caccia di qualche indizio per risalire ai colpevoli ma sarà difficile perché ad oggi le telecamere sono poche e nei punti non colpiti dai vandali. E poi, come sempre, c'entra il senso civico dei cittadini e dei residenti. Ieri mentre stavamo raccogliendo le testimonianze di chi vive e abita nel centro storico un gruppo di ragazzini stava giocando a pallone in piazza Alberica. Peccato che stessero cercando di «fare punti» colpendo le finestre di Palazzo Del Medico.
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