Sicurezza
Massa Servizi: ancora stop Prescrizione è più vicina
L’udienza ieri mattina slittata a giugno e il collegio è cambiato per la terza volta Alla sbarra ci sono due ex amministratori della società di riscossione
MASSA. Il presidente del nuovo collegio del processo a Massa Servizi, il giudice Giovanni Sgambati, non c’era per problemi personali e quindi l’udienza è saltata nuovamente. Si tornerà in aula a fine giugno, correndo contro il tempo per arrivare a sentenza prima che i reati contestati a Gian Mario Gastoldi, ex amministratore delegato di Massa Servizi Spa, e Romolo Angelotti, ex amministratore di Ariete Spa, si prescrivano. Gastoldi, di Bergamo, è accusato dei reati di “infedeltà patrimoniale” e di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti”; Angelotti, massese, dovrà rispondere della sola accusa di fatturazioni inesistenti. Il timore è di non arrivare in tempo per l’eventuale appello, dato che grazie alle difese, che hanno accettato di considerare buone le testimonianze fin qui ascoltate, non si dovrà ricominciare tutto da capo. È la seconda volta che cambia il collegio: prima Cosimo Ferri era stato sostituito da Fabrizio Garofalo quando è diventato sottosegretario alla giustizia e poi Garofalo ha lasciato il posto alla collega Caterina Serra quando è stato trasferito al tribunale di La Spezia. Un giro di toghe infinito che ha rallentato il processo. Nonostante il sostituto procuratore Rossella Soffio, nel frattempo anche lei trasferita a La Spezia, si sia fatta assegnare a Massa per portare a termine il suo lavoro. Anche se resta da capire per quanto tempo potrà farlo, visto che comunque drena energie al suo ufficio.
L’inchiesta ha portato alla scoperta di fatture emesse da Massa Servizi tra il 2006 e il 2007, per prestazioni di vari professionisti, che in realtà secondo l’accusa non sono mai avvenute. Il danno totale stimato per le casse del Comune si aggirerebbe intorno a svariati milioni di euro. E il consulente del pubblico ministero (il commercialista Andrea Perini) nelle passate udienze ha illustrato al collegio quali erano state le condotte fraudolente degli amministratori della società di riscossione e di Ariete. Una lunga serie di consulenze fatte o mai fatte, secondo il perito, che avevano come unico scopo quello di far uscire i soldi dalle casse pubbliche per andare nelle tasche dei soliti. Gastoldi in questo caso. «Se non ci fossero state le consulenze fantasma e le spese gonfiate - ha detto il commercialista ai giudici - Massa Servizi avrebbe chiuso i bilanci abbondantemente in attivo e quindi avrebbe potuto dare al Comune svariati milioni (in una delle annate contestate addirittura avrebbe sfiorato i due milioni di utile).
Per questo il palazzo municipale si è costituito parte civile. E in questo processo l’avvocato Matteo Bertucci, insieme al pubblico ministero Soffio, vuole dimostrare come la cosa pubblica è stata calpestata per il vantaggio di pochi (vedi box). Ma il rischio della prescrizione è sempre più vicino. E sarebbe davvero un peccato vanificare tutto il lavoro fatto dagli inquirenti in questi anni.
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