Attenzione
In piazza per l’Arma L’appuntamento per sabato prossimo
Sui social network i cittadini si danno appuntamento «Pacifici e silenziosi, senza colori di appartenenza»
AULLA. Alla fine sarebbe stata autorizzata la manifestazione di solidarietà all'Arma dei carabinieri, alcuni dei quali sono indagati in Lunigiana nell'ambito dell'indagine sui presunti soprusi patiti da persone fermate e poi portate in caserma, dove sarebbero state picchiate e, persino, violentate: almeno questa è l'ipotesi su cui sta indagando la procura di Massa. Ieri su Facebook si leggeva dell'avvenuta autorizzazione alla manifestazione e si tornava a dare appuntamento per sabato mattina, dalle ore 10 alle ore 13, di fronte al palazzo comunale aullese. Tra l'altro, la manifestazione di piazza si è arricchita di un ulteriore elemento, un flash mob alle ore 11,30 al suono della sirena.
Da sottolineare che una fetta della popolazione aullese, anche con toni piuttosto accesi, sta dalla parte dell'Arma dei carabinieri in questa spinosissima vicenda che potrebbe avere visto vittime, tra gli altri, un cittadino marocchino e una prostituta. Il tutto mentre il procuratore capo Aldo Giubilaro avrebbe espresso qualche perplessità sull'autorizzare una manifestazione di questo segno a indagini ancora in corso. Ecco l'appello lanciato dal più popolare social network: «Manifestazione pacifica e silenziosa, senza colori di appartenenza, simboli e bandiere, a sostegno dell'Arma dei carabinieri e di tutte le forze dell'ordine chiamate a difendere quotidianamente la vita dei cittadini». In più una foto del copricapo tipico dei carabinieri, con sullo sfondo la seguente frase: «Loro per noi ci sono sempre...ci saremo noi per loro? E se le regole sono queste...indagate anche me». Nel frattempo, la polizia giudiziaria sta controllando tutto il materiale che ha trovato. I fascicoli che contengono i verbali che potrebbero essere fasulli, come recita uno dei capi di imputazione. Quello del marocchino che sarebbe stato pestato, per esempio. Ma non solo. Ci sono altri stranieri che denuncerebbero violenze private, in quanto fermati senza motivazione plausibile per parecchio tempo.
Le difese intanto attendono di conoscere la data in cui i giudici del riesame decideranno se il sequestro effettuato la scorsa settimana è legittimo oppure no. Ma gli avvocati più che altro cercano di circostanziare le accuse, dato che come ha detto il procuratore capo Aldo Giubilaro si tratta di pochi episodi che riguardano poche persone. L'episodio che al momento sembra essere il più ricco di prove a carico è quello dal quale è partita l'indagine che ha portato all'iscrizione dei nomi di tutti i carabinieri delle caserme di Pontremoli, Aulla, Licciana Nardi e Albiano Magra nel registro degli indagati. Si sta cercando di capire che tipo di personaggio sia il marocchino che punta il dito contro i militari dicendo di essere stato picchiato. Da quello che emerge dai racconti delle forze dell'ordine si tratta di una persona con diversi precedenti e che durante quel controllo aveva creato più di un problema alla pattuglia al lavoro per un servizio di prevenzione. Tra quelli in divisa e il nordafricano c'è stato un alterco che doveva concludersi con una denuncia per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Invece una volta arrivati in caserma l’uomo è stato trattenuto a lungo uscendone soltanto per andare al pronto soccorso.
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