Il Tirreno

Il flashmob delle matrioske

di Cinzia Chiappini
Il flashmob delle matrioske

L’iniziativa al Guglielmi di Cgil e Dune. Nel 2017 già 44 casi di violenza

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MASSA. Si sono presentate davanti all’ingresso principale del Teatro Guglielmi intorno alle 18 e, in concomitanza con migliaia di altre donne sparse in tutte le piazze del mondo, hanno appoggiato sui gradini una matrioska di cartone, simbolo della campagna “Non una di meno”.

Sono le donne e gli uomini (pochi) che hanno partecipato al Flashmob organizzato dalla Cgil in collaborazione con Duna, il centro anti violenza di Massa, per la ricorrenza della Festa della Donna: l’uscita è stata preceduta da un incontro dibattito, coordinato da Isa Zanzanaini e Ilaria Tarabella che ha spaziato dai diritti sul posto di lavoro al tema della violenza, con i racconti delle volontarie dei centri che assistono ogni anno centinaia di donne.

«Solo a Massa, nel 2016, ne abbiamo assistite 77 e nei primi tre mesi del 2017 se ne sono presentate già altre 44» ha spiegato Ilaria Tarabella sottolineando l’importanza di un lavoro, volontario, che risulta determinante per le sorti di tantissime donne.

E dal dibattito è emerso con forza che la violenza sulle donne, non è solo quella fisica di cui si legge ancora troppo spesso sulle pagine dei giornali. La violenza è spesso anche psicologica o “occupazionale”, con discriminazioni di trattatamento nei posti di lavoro:

«Sono un’educatrice di Apuafarma, un’azienda pubblica dove la maggior parte del personale è donna: non solo abbiamo stipendi più bassi ma i nostri superiori sono quasi tutti uomini» ha raccontato Federica Martini, che ha sottolineato come l’entrata in vigore del Jobs Act e l’arrivo dell’amministratore unico alla guida di Apuafarma, «abbia comportato un cambiamento ideologico che è andato a discapito dei nostri diritti di lavoratori».

Ma l’incontro di ieri è stata anche l’occasione per annunciare l’imminente nascita di una nuova associazione, fondata di chi, in termini di diritti e parità, si trova in una condizione non certo di comodo: «Stiamo fondando un nuovo soggetto, a livello provinciale, che si occuperà dei diritti Lgbt» ha esordito Elena Pucciarelli, 34 anni di Carrara, titolare di un bar e figlia di un camionista, che parlando di discriminazioni ha raccontato alcuni episodi della sua storia personale. «Pensate solo che mio padre non mi ha affidato la guida della sua azienda perchè sono donna. Eppure sapevo fare tutto, anche guidare i camion. E quando qualcuno mi vedeva al volante, la prima domanda era sempre: “Ma come non c’è nessuno?!”, come se io nemmeno esistessi». Nel corso dell’incontro, che si è tenuto nel ridotto del Teatro Guglielmi, alla presenza tra gli altri del segretario provinciale Paolo Gozzani, è stato proiettato “Giovanna” è un film girato nel 1955 da Gillo Pontecorvo che ha per protagoniste ambientato le operaie tessili di Prato.

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