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Frana Lavacchio, iniziato appello a Genova

Frana Lavacchio, iniziato appello a Genova

La procura ha impugnato la sentenza di assoluzione. Alla fine del mese la decisione del giudice

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MASSA. La prima udienza è stata rinviata immediatamente per l’assenza (giustificata) di uno dei legali degli imputati, la prossima è stata fissata per il 28 marzo. E in quella data probabilmente ci sarà anche la sentenza, anche se non lo si può dire con certezza perché dipende da troppi fattori. È iniziato il processo di appello sulla frana di Lavacchio, costata la vita a Nara Ricci e al suo figlioletto di appena due anni Mattia Guadagnucci, la sera del 31 ottobre 2010. A impugnare la sentenza di primo grado è stato il sostituto procuratore Rossella Soffio, che non ha ritenuto valide le motivazioni con cui il giudice Giovanni Sgambati ha assolto gli imputati.

La procura non accetta la ricostruzione fatta dal perito del tribunale, il geologo Giovanni Gabriele, grazie alla quale sono stati assolti Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia; Mauro Alberti, responsabile servizio strade; Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa; Libero Ballerini, capo cantoniere (colui che aveva il compito di verificare lo stato delle strade). Ma anche il libero professionista che aveva certificato i lavori, Antonio Cirillo, e il titolare della ditta, Paolo Busticchi.

Per il sostituto procuratore quella del consulente è stata un’operazione «estemporanea priva di rilievo scientifico, in quanto in aperto contrasto con l’analisi della frequenza delle precipitazioni, dalla Regione Toscana espressamente sviluppata sulla regionalizzazione delle rilevazioni. L’operazione del perito ha quindi la singolarità di adottare il discrimine costituito da tempi di ritorno duecentennali introdotto dalla Regione Toscana, per poi disapplicarne il metodo di rilevazione scientifica che ha consentito di giungere a tale risultato». E ancora: «Come se non bastasse, quasi a voler mettere le mani avanti su un altro procedimento, Soffio tira in ballo anche Mirteto: «Il perito giunge a individuare un tempo di ritorno di 32,5 anni sulla scorta del medesimo pluviografo di Massa, giudicato però non tale da far ritenere eccezionale l’evento registrato a Candia Scurtatola (distante circa 200 metri in linea d’aria dalla zona del disasto del presente procedimento)».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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